Nord America - Gli Stati del Sud-Ovest

"Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva."


 
la galleria fotografica
by Sysa e Mara



periodo 28 marzo - 11 aprile 2003
km percorsi 7000
costo da 1700 euro a testa
a cura di... Eva, Mara, Roby, Toky

 

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  3 aprile
Valley of the Gods SP - Natural Bridge NM - Goosenecks SP - Mexican Hat - Monument Valley TP (Arizona)
km 400

Dopo un'ennesima levataccia, addolcita però da un'abbondante colazione, ci rimettiamo in viaggio verso il confine con lo Utah (80 km) e proseguiamo fino a Bluff (60 km). A circa 20 km a nord della città parte una strada sterrata che attraversa la Valley of the Gods. Un assaggio di Monument Valley e uno spasso per gli appassionati di fuoristrada, la Valley of the Gods è un percorso di 27 km (entrata est su US 163 e uscita ovest su SR 261) caratterizzato da continui saliscendi lungo il quale non incontriamo praticamente nessuno.
Uscendo dal parco ci immettiamo sulla State Route 261, strada dissessata e pericolosa per l'alta probabilità di caduta massi, e saliamo a 2100 mt fino a trovarci in cima alla mesa, dove la paura viene ripagata da un ottimo panorama. Dopo 55 km incontriamo la n275 che in pochi chilometri ci conduce al Natural Bridge National Monument, che si sviluppa lungo un percorso circolare a senso unico. La giornata non è delle migliori e in cima alla mesa ci viene incontro una bella nevicata. I tre ponti cui è dedicato il parco sono impressionanti sia per le loro dimensioni che per la loro storia geologica. E' possibile scendere ai piedi del canyon e godere della possenza dei ponti dal basso, oppure usufruire dei comodi overlook points raggiungibili in auto. Uno di questi si affaccia sulle tipiche abitazioni Anasazi , già incontrate a Canyon da Chelly e a Mesa Verde. Abituati come siamo a incredibili bellezza, questo parco non ci entusiasma un granchè.
Percorriamo a ritroso la strada di andata fino all'uscita della Valley of the Gods. Qui procediamo verso sud, dove a 15 km incontriamo il Goosenecks Overlook, punto panoramico da cui si può vedere come il fiume San Juan abbia scavato un canyon profondo più di 300 mt. I meandri sono così vicini l'uno all'altro che il fiume scorre per una lunghezza di 6 miglia per coprire una distanza di 1,5 miglia .

Ci concediamo un "succulento" pranzo a Mexican Hat (a 15 km da Goosenecks), con menu a base di pollo fritto, pesce fritto e patatine fritte! Usciti dal "ristorante" siamo fritti anche noi! Per eliminare l'odore di cibo che si è impregnato nei nostri vestiti, e per cercare di digerire tutti quei grassi, facciamo una passeggiata ai piedi della collinetta su cui sorge il piccolo monumento naturale che dà il nome al villaggio: una serie di roccie in equilibrio le une sulle altre la cui forma ricorda quella di un cappello messicano. Ci chiediamo come sia possibile che quste rocce rimangano così in equilibrio, senza cadere, soprattutto con il vento che c'è qui, e allo stesso tempo pensiamo che questi americani si sanno vendere proprio bene: ogni pretesto è buono per attirare turisti. Noi italiani abbiamo molto da imparare in questo settore. Dopo la breve passeggiata ci rechiamo alla Monument Valley. Percorriamo per 30 km la strada asfaltata n163 che corre lungo una distesa totalmente deserta: non ci sono case, non ci sono villaggi, bar, benzinai. Siamo nella Riserva Navajo, e non ci è permesso abbandonare la strada principale, ai cui lati si innalzano reti che impediscono il passaggio. All'ingresso dobbiamo pagare 5 $ ciascuno, perchè qui la nostra tessera non è valida, ma siamo certi che ne varrà la pena. La Monument Valley è infatti una delle mete da cui ci aspettiamo di più, forse per i numerosi film di John Wayne e John Ford che sono stati girati qui e che sono ancora vivi nell'immaginario collettivo. Il tempo però ci ha voltato le spalle, nuvole grigie danno un'aria plumbea e irreale al paesaggio. Ad ogni modo siamo qui e abbiamo più di due ore per girare e sperare che il sole faccia capolino e rallegri l'atmosfera. Ci sono due possibilità per la visita del parco: autonomamente con la propria auto seguendo la Valley Drive, oppure accompagnati da guide indiane. Noi scegliamo la prima opzione, anche se il percorso con le guide è più lungo e permette di avvicinarsi alle dune di sabbia davanti a Totem Pole. La strada è in terra battuta e si sviluppa per circa 17 miglia. Numerosi sono i punti panoramici in cui è possibile fermarsi e contemplare gli imponenti ma allo stesso tempo fragili e delicati monoliti. Queste cattedrali naturali si elevano dalla piana e si stagliano contro il cielo, assumendo forme diverse dalle quali prendono il nome: Elephant Butte, Three Sisters, Camel Butte, The Thumb... Non ci soffermiamo a descrivere questo paesaggio che tutti ben conoscono ; ci limitiamo semplicemente a consigliarvi di essere rispettosi nei confronti dei limiti imposti dagli indiani, tra tutti quello di non allontanarsi dal tracciato della Valley Drive. Gli indiani abitano tra queste meraviglie naturali e le venerano come monumenti sacri. Perciò poche foto e riprese alle loro abitazioni se non autorizzati. Prima di lasciare la Monument, il sole ci fa un regalo e compare tra le nuvole inondando i monoliti del loro tipico colore rosso acceso! Un regalo emozionante.
Al calare del sole partiamo alla volta di Monticello, grazioso paesino a 130 km nord da qui (la strada passa per Bluff e Blanding). Ceniamo al Grandma's Restaurant (carne, verdure e un buffet ricco, il tutto per 27 $ in quattro!), un ristorante a conduzione familiare, consigliatoci dai proprietari del Motel National 9 Inn, dove pernottiamo.

 


 


 


 

 




 

 

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