... PAGINA 5
3 aprile
Valley of the Gods SP - Natural
Bridge NM - Goosenecks SP
- Mexican Hat - Monument Valley TP (Arizona)
km 400
Dopo un'ennesima levataccia,
addolcita però da un'abbondante colazione, ci rimettiamo
in viaggio verso il confine con lo Utah (80 km) e proseguiamo
fino a Bluff (60 km). A circa 20 km a nord della città
parte una strada sterrata che attraversa la Valley of
the Gods. Un assaggio di Monument Valley e uno spasso
per gli appassionati di fuoristrada, la Valley of the Gods
è
un percorso di 27 km (entrata est su US 163 e uscita ovest su
SR 261) caratterizzato da continui saliscendi lungo il quale non
incontriamo praticamente nessuno.
Uscendo dal parco ci immettiamo sulla State Route 261, strada
dissessata e pericolosa per l'alta probabilità di caduta massi,
e saliamo a 2100 mt fino a trovarci in cima alla mesa, dove la
paura viene ripagata da un ottimo panorama. Dopo 55 km incontriamo
la n275 che in pochi chilometri ci conduce al Natural
Bridge National Monument, che si sviluppa lungo un percorso
circolare a senso unico. La giornata non è delle migliori e in
cima alla mesa ci viene incontro una bella nevicata. I tre ponti
cui è dedicato il parco sono impressionanti sia per le loro dimensioni
che per la loro storia geologica. E' possibile scendere ai piedi
del canyon e godere della possenza dei ponti dal basso, oppure
usufruire dei comodi overlook points raggiungibili in auto. Uno
di questi si affaccia sulle tipiche abitazioni Anasazi
,
già incontrate a Canyon da Chelly e a Mesa Verde. Abituati come
siamo a incredibili bellezza, questo parco non ci entusiasma un
granchè.
Percorriamo a ritroso la strada di andata fino all'uscita della
Valley of the Gods. Qui procediamo verso sud, dove a 15 km incontriamo
il Goosenecks Overlook, punto panoramico da cui
si può vedere come il fiume San Juan abbia scavato un canyon profondo
più di 300 mt. I meandri sono così vicini l'uno all'altro che
il fiume scorre per una lunghezza di 6 miglia per coprire una
distanza di 1,5 miglia
.
Ci concediamo un "succulento"
pranzo a Mexican Hat (a 15 km da Goosenecks),
con menu a base di pollo fritto, pesce fritto e patatine fritte!
Usciti dal "ristorante" siamo fritti anche noi! Per eliminare
l'odore di cibo che si è impregnato nei nostri vestiti, e per
cercare di digerire tutti quei grassi, facciamo una passeggiata
ai piedi della collinetta su cui sorge il piccolo monumento naturale
che dà il nome al villaggio: una serie di roccie in equilibrio
le une sulle altre la cui forma ricorda quella di un cappello
messicano
.
Ci chiediamo come sia possibile che quste rocce rimangano così
in equilibrio, senza cadere, soprattutto con il vento che c'è
qui, e allo stesso tempo pensiamo che questi americani si sanno
vendere proprio bene: ogni pretesto è buono per attirare turisti.
Noi italiani abbiamo molto da imparare in questo settore. Dopo
la breve passeggiata ci rechiamo alla Monument Valley.
Percorriamo per 30 km la strada asfaltata n163 che corre lungo
una distesa totalmente deserta: non ci sono case, non ci sono
villaggi, bar, benzinai. Siamo nella Riserva Navajo, e non ci
è permesso abbandonare la strada principale, ai cui lati si innalzano
reti che impediscono il passaggio. All'ingresso dobbiamo pagare
5 $ ciascuno, perchè qui la nostra tessera non è valida, ma siamo
certi che ne varrà la pena. La Monument Valley è infatti una delle
mete da cui ci aspettiamo di più, forse per i numerosi film di
John Wayne e John Ford che sono stati girati qui e che sono ancora
vivi nell'immaginario collettivo
.
Il tempo però ci ha voltato le spalle, nuvole grigie danno un'aria
plumbea e irreale al paesaggio. Ad ogni modo siamo qui e abbiamo
più di due ore per girare e sperare che il sole faccia capolino
e rallegri l'atmosfera. Ci sono due possibilità per la visita
del parco: autonomamente con la propria auto seguendo la Valley
Drive, oppure accompagnati da guide indiane. Noi scegliamo la
prima opzione, anche se il percorso con le guide è più lungo e
permette di avvicinarsi alle dune di sabbia davanti a Totem Pole.
La strada è in terra battuta e si sviluppa per circa 17 miglia.
Numerosi sono i punti panoramici in cui è possibile fermarsi e
contemplare gli imponenti ma allo stesso tempo fragili e delicati
monoliti. Queste cattedrali naturali si elevano dalla piana e
si stagliano contro il cielo, assumendo forme diverse dalle quali
prendono il nome: Elephant Butte, Three Sisters, Camel Butte,
The Thumb... Non ci soffermiamo a descrivere questo paesaggio
che tutti ben conoscono
;
ci limitiamo semplicemente a consigliarvi di essere rispettosi
nei confronti dei limiti imposti dagli indiani, tra tutti quello
di non allontanarsi dal tracciato della Valley Drive. Gli indiani
abitano tra queste meraviglie naturali e le venerano come monumenti
sacri. Perciò poche foto e riprese alle loro abitazioni se non
autorizzati. Prima di lasciare la Monument, il sole ci fa un regalo
e compare tra le nuvole inondando i monoliti del loro tipico colore
rosso acceso! Un regalo emozionante.
Al calare del sole partiamo alla volta di Monticello, grazioso
paesino a 130 km nord da qui (la strada passa per Bluff e Blanding).
Ceniamo al Grandma's Restaurant (carne, verdure e un buffet ricco,
il tutto per 27 $ in quattro!), un ristorante a conduzione familiare,
consigliatoci dai proprietari del Motel National 9 Inn, dove pernottiamo.