
"Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva."
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| periodo |
28 marzo - 11 aprile 2003 |
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| km percorsi |
7000 |
| costo |
da 1700 euro
a testa |
| a cura di... |
Eva, Mara, Roby,
Toky |

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... PAGINA 3
31 marzo
Grand Canyon NP
km 100
Immenso, sconfinato,
maestoso, mozzafiato… ma soprattutto ineffabile. Descrivere il
Grand Canyon a parole è pressoché impossibile,
nemmeno le foto di grandi professionisti (il nostro Roby) riescono
ad esprimerne l’essenza. Perché il Grand Canyon è innanzitutto
un’emozione, un brivido, un senso di vertigine, il sensazionalmente
piccolo specchiato nell’infinitamente grande, l’abbandono totale
di ciò che è umano nel ritmo vitale della Natura. Rinunciando
ad ogni tipo di descrizione, ci limitiamo a fornire alcune informazioni
relative a questo che sicuramente è uno dei parchi più conosciuti
e frequentati del mondo. Appunto per questo motivo vi invitiamo
a visitarlo nei mesi di bassa stagione (aprile è l’ideale), così
da evitare code e affollamenti che rischiano di spezzare l’incanto
e la tranquillità che qui regnano. Nei mesi di bassa stagione
è possibile entrare al villaggio con mezzi propri, mentre in estate
è necessario servirsi dei bus navetta. Le estremità del Grand
Canyon sono chiamate South Rim e North Rim, distanti l'una dall'altra,
nel punto massimo, ben 16 km. Il Grand Canyon Village si trova
nel South Rim, la sponda più accessibile, mentre il North Rim
si presenta più incontaminato e difficile da raggiungere. L’area
rimane chiusa fino a maggio per la neve abbondante, e nessuna
strada asfaltata giunge fin là. E’ possibile accedervi dal South
Rim a piedi o a dorso di mulo, ma la gita richiede molto tempo
e preparazione. E’ necessario affidarsi sempre all’esperienza
delle guide del canyon. E’ possibile scoprire gli angoli più emozionanti
del South Rim percorrendo un circuito a bordo di bus navetta che
conduce fino a Hermits Rest. Il bus si fermerà lungo numerosi
punti panoramici, dove è possibile scendere, ammirare il paesaggio
e attendere la navetta successiva (che arriverà dopo circa 10
minuti; non lasciate nulla sul bus, perché il conducente non aspetta;
non fate come abbiamo fatto noi, che, pensando che il conducente
aspettasse che tutti avessero goduto del paesaggio per poi ripartire,
abbiamo lasciato zaini e marsupi sul bus; fortunatamente, grazie
alla perfetta organizzazione del parco, dopo alcuni minuti di
panico, ci sono state restituite le nostre cose!). A Hermit Rest
vi è un negozietto tipico dove tra magliette, gioielli e ogni
tipo di souvenir, ci lasciamo tentare dai numerosi cd di musica
indiana, che diventeranno la colonna sonora del nostro viaggio.
Un altro negozietto ben fornito lo si trova all’altra estremità
del rim, a Desert View, ai piedi della torre che qui sorge. A
differenza di Hermits Rest qui si può accedere con l'automobile
e da Grand Canyon Village la torre dista 30km circa. Anche su
questo tratto i punti panoramici sono numerosi, tra i più
interessanti ricordiamo l'area con le rovine e il museo nei pressi
di Desert View. A Desert View è possibile salire in cima
alla torre da dove il panorama si fa ancor più sorprendente e
da cui è possibile scorgere anche il fiume Colorado, l’artefice
di questo spettacolo incomparabile. Vi consigliamo di salire in
cima alla torre al tramonto, prestando però attenzione all’orario
di chiusura. Altro momento imperdibile del Grand Canyon è l’alba,
dove le pareti del canyon si vestono del loro manto rosso fuoco,
e dove gli animaletti più strani sono più inclini a lasciarsi
fotografare.
Una giornata quindi intensa ma indimenticabile, che va sicuramente
annoverata nella vetrina dei ricordi più belli della nostra
vita. Pernottiamo di nuovo a Tusayan ma questa volta ceniamo al
Pizza Hut (10€ a persona).
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1 aprile
Grand Canyon (elicottero) - Flagstaff e Meteor Crater - Petrified
Forest e Painted Desert NP
km 450
Ci
alziamo alle 8 e dopo una buona colazione andiamo verso l'aereoporto
del villaggio di Tusayan. Abbiamo infatti prenotato in albergo,
a prezzo convenzionato (99U$ a persona), un'escursione con la compagnia
aerea Air Star Helicopters (www.airstar.com).
E' indescrivibile
ciò che si prova volando sopra il Grand Canyon a bordo di
un elicottero. L’adrenalina del volo mista ad un panorama spettacolare
hanno reso questa esperienza uno dei momenti più intensi della nostra
vita.
In tarda mattinata riprende il nostro lungo viaggio. Andiamo a Sud
lungo la strada n.64. Poco prima di Flagstaff ci immettiamo in una
bella autostrada (Interstate n.40). Flagstaff,
a 100 km circa dal Grand Canyon, è una bella cittadina adagiata
sulla storica Route 66 e nascosta dalle pinete dei San Francisco
Peaks. Dopo aver pranzato ci dirigiamo verso il Meteor Crater,
dove un cratere enorme nel bel mezzo del deserto testimonia ciò
che accadde qui 50.000 anni fa. E' davvero un segno indelebile e
impressionante, anche tutt'attorno ci sembra di vedere disseminati
ovunque i resti frantumati del materiale meteoritico.
Ma non c'è molto tempo, quindi lasciamo i resti del gigantesco
figlio del vuoto interplanetario per dirigerci verso Holbrook, sempre
sulla Interstate 40. Da Flagstaff a quest'ultima percorriamo un
centinaio di chilometri con Toky che si diverte a farsi sorpassare
da rombanti camion americani e talvolta supera strani camper lunghi
almeno 10 metri: delle vere e proprie case viaggianti. Crediamo
di aver letto che gli americani itineranti siano circa il 10% della
popolazione totale.
Giunti a Holbrook deviamo sulla statale n.40 verso Sud, dopo
30 km siamo all'entrata del Petrified Forest N.P.
Seppure di piccole dimensioni, il parco comprende non solo la Petrified
Forest, cui deve il nome, ma
anche il Painted Desert. Ci ha affascinato, anche
se non emozionato, la particolarità del luogo: basti pensare che
milioni di anni fa la zona era una palude. Il ritiro delle acque
in un'epoca successiva ha portato allo scoperto una distesa di tronchi,
i quali, a causa del biossido di silicio presente nell'acqua, si
sono trasformati in quarzo con cristalli colorati, pur mantenendo
la loro forma originale. Purtroppo oggi, a causa del frequente fenomeno
dello sciacallaggio, i resti da vedere non sono molti. A fronte
di questo all'entrata del parco viene distribuito un opuscolo che
scoraggia fortemente la raccolta di questi tronchi. La speranza
di tutti è infatti che anche i nostri figli possano vedere
questa curiosità.
Percorrendo la strada panoramica di 45 km che attraversa il parco
si può godere di un'ottima veduta del Painted Desert dove,
nel corso della giornata, la roccia e la sabbia cambiano colore
in base alla luce che ricevono creando spettacolari arcobaleni.
All'interno dei Visitor Center sono riprodotti i diversi sedimenti
di rocce presenti nel parco, mentre filmati illustrativi spiegano
il fenomeno della pietrificazione.
All'uscita Nord del parco ci immettiamo di nuovo sulla Interstate
40, lasciata un paio d'ore prima. La percorriamo verso Est fino
a Chambers (30km) per poi deviare verso Nord fino a Chinle (100km)
lungo la Highway n.191 dove ci aspetta l'indomani la visita del
Canyon de Chelly National Park. Qui abbiamo giusto il tempo di cercare
un pernottamento, ma, nostro malgrado, la cittadina non offre granchè.
Siamo disperati ma non c'è altra soluzione che andare a cercar
fortuna più a Nord. Dopo una ventina di km troviamo una piccola
area di servizio in cui chiediamo informazioni. Qui ci viene indicato
un lodge dove dormire, gestito da un tizio che sta proprio facendo
rifornimento all'automobile. Ci guardiamo in faccia, non sappiamo
se ridere per la felicità o se piangere per il luogo in cui
siamo incappati. Scegliamo la prima soluzione e seguiamo il tizio.
Con assoluto sbigottimento valichiamo l'area delimitata dal filo
spinato che segnala la riserva indiana e arriviamo ad un paesino
indiano segnato sulla cartina come Many Farms. Parcheggiamo in una
zona alquanto losca e seguiamo il tizio che si dirige all'interno
di un edificio da film dell'orrore. Ci abbandona al nostro destino
indicandoci un corridoio da percorrere per giungere alla reception.
Siamo finiti in una scuola, sembra disabitata. Passato un lungo
corridoio ci accoglie una gentile indiana che ci assegna due camere,
rigorosamente senza servizi, ma dignitose. Paghiamo il conto: 30$
la doppia. Notiamo che vi sono delle docce in stile palestra sportiva,
qualcuno di noi rinuncia... Sugli echi delle nostre risate lasciamo
le camere e torniamo a Chinle perchè siamo affamati. Sono
già le 10 di sera quando ci sediamo a cenare in una catena
tipo Subway. Stanchissimi torniamo a dormire all'ormai già
mitico Many Farms High School Inn. |
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