Isole Falkland - Dove la Natura è ancora in evoluzione

"LA VITA E' UN VIAGGIO, VIAGGIARE E' VIVERE DUE VOLTE"

 
la galleria fotografica
by Vincent



periodo 2002 (20 anni dopo la guerra)
km percorsi brevi spostamenti interni
costo elevato
a cura di... Vincenzo

 

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L'intervista...

Peter Monk, inglese, ha trascorso la sua infanzia alle Falkland, ora professore di Matematica all’Università di Newark, U.S.A., è in soggiorno a Pebble Island.

“Mio nonno Bertrand arrivò alle Falkland nel 1868, dove acquistò una fattoria sull’ isola maggiore e sposò mia nonna, nativa dell’isola. Mio padre, invece, nacque in Gran Bretagna e approdò sull’arcipelago solo dopo la seconda guerra mondiale, imbarcato come primo ufficiale a bordo della nave “Lafonia”, che faceva servizio tra Montevideo e Port Stanley.
In seguito abbandonò la vita di mare per dedicarsi all’attività di fattore, in Inghilterra, dove sposò mia madre e quindi si trasferì in Scozia, dove io nacqui nel 1956. Due anni più tardi tornò alle Falkland per gestire la fattoria a Pebble Island, ora trasformata in lodge, nel quale stiamo soggiornando.
Così i miei primi ricordi della mia esistenza sono legati a Pebble Island. Appena dopo il nostro arrivo mio padre apportò alcuni ampliamenti alla fattoria, che condividevamo con altri nostri parenti: credo che, in tutto, sull’isola vivessero circa 25 persone. Per giuocare c’erano un paio di bimbi della mia età; non esisteva scuola, come ora peraltro, e fu mia madre a istruirmi; mi rimaneva molto tempo libero, o così mi sembra ora, per potermi divertire sulla spiaggia o per gironzolare tra gli operai intenti al lavoro.
Il mio massimo divertimento era andarmene per mare su una barca per la pesca a strascico, ormai dismessa, che si chiamava “Malvinas” e usata da mia padre intorno agli anni ’60. Il motorista, che era il responsabile della mia incolumità a bordo, mi permetteva di navigare ogni qualvolta non fosse richiesto il pernottamento in mare: di fatto, a quell’età, la mia grande passione erano le navi e le Land Rover.
Non esistevano telefoni né radio: l’unico modo per comunicare erano la posta o il radiotelefono, che era controllato dal capo fattore. Siccome ognuno poteva ascoltare, di fatto non esisteva la benché minima forma di privacy. Via radio veniva regolamentato l’arrivo degli idroplani, che gettavano il sacco della posta, o per eventuali necessità mediche e la consegna di brevi telegrammi. Raramente sull’isola approdavano imbarcazioni.
Non esisteva, come è ovvio, nemmeno la televisione. In estate tutti lavoravano alacremente con la fattoria e le pecore, accumulando riserve per l’inverno, durante il quale si trascorrevano le serate proiettando vecchi film o giocando a whist drive, un popolare giuoco di carte.
Fui mandato a scuola nel 1965 e non feci ritorno all’isola per quattro anni: esisteva un servizio via nave tra Stanley e Montevideo, ma non era regolare. Quando vi feci ritorno, nel 1969, era stato realizzato il collegamento televisivo con la BBC World Service e potei così assistere allo sbarco sulla Luna in diretta.
Nel 1971 il servizio via nave venne sospeso, perché antieconomico, e rimpiazzato da un volo militare argentino che collegava Stanley con Commodoro Rivadavia, nel sud dell’Argentina.
Ogni qualvolta lascio le Falkland, e mi è capitato ripetutamente, temo sempre che sia l’ultima. Sebbene le isole, come io le ricordo da ragazzino, siano svanite, e ciò doveva essere, spero che le mie figlie riservino per loro un piccolo spazio nel cuore e mi auguro che un giorno ci si possa ancora tornare, come in questa occasione, tutti assieme.

 

 

 

 

Consigli utili

Documenti: Passaporto in corso di validità.
Valuta: Sterlina inglese e sterlina della Falkland, a pari valore, quest'ultima può essere riconvertita solo alle Falkland, nelle banche e non con grande facilità, quindi è bene esaurire le scorte prima della partenza. Normalmente pagando in sterline inglesi, si riceve in cambio divisa locale. Accettate le principali carte di credito, ma solo nella capitale e non in tutti gli esercizi.
Lingua: inglese.
Fuso orario: le Falkland sono quattro ore indietro rispetto a Greenwich, d’estate è in vigore l’ora legale.
Telefono: il prefisso internazionale è 500.
Corrente elettrica: 220 V con prese all’inglese.
Giornali: C'è un foglio locale che esce una volta la settimana, reca anche gli orari delle maree, e si chiama “Penguin (ovviamente) News”.
Emergenze: L’Ospedale “King Edward VII Memorial” di Stanley è una struttura a gestione mista, civile e militare, di primissimo livello anche per le cure dentistiche. L’assistenza ospedaliera è a pagamento, quindi è preferibile stipulare un’assicurazione prima di partire.
Informazioni: L’ufficio turistico si chiama Falkland Island Tourist Board e si trova a Stanley al Publi Jetty.
Pericoli: i campi minati (pochissimi) sono indicati con molta evidenza e cintati: evitare assolutamente di entrarvi, perché le mine inesplose sopportano il peso di un pinguino, ma non quello di un uomo.
Orari: Gli uffici statali sono aperti i giorni feriali dalle 8 alle 12 e dalle 13.15 alle 16.30. Il supermercato resta aperto fino alle 20.00.
Come arrivare: ogni sabato da Santiago del Cile, (circa 5 ore di volo) o da Punta Arenas (1 ora di volo), con la Lan Chile. 18 le ore di volo, compresa la sosta di un’ora per il rifornimento all’isola di Ascension, se ci si rivolge alla RAF, con partenza dalla base militare di Brize Norton (Oxfordshire).
Abbigliamento: del tutto informale ovunque. Anche se il termometro scende raramente sotto lo zero, il vento, che soffia implacabile, abbassa parecchio la temperatura, quindi è raccomandabile un abbigliamento pesante e impermeabile, a causa delle piogge frequenti.

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Siti utili

Sito ufficiale delle isole Falkland: http://falklandislands.com/

Ufficio turistico - Falkland Island Tourist Board: http://www.tourism.org.fk/

Sito del governo delle Falkland: http://www.falklands.gov.fk/home.htm

Informazioni dettagliate sui luoghi da visitare: http://www.discoveryfalklands.com/