Viaggio in Venezuela zaino in spalla

"Partire é la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo." (Isabelle Eberhardt)


 
la galleria fotografica
by Massimo


 

periodo 26 luglio -
22 agosto 2006
km percorsi ...
costo  
a cura di... Massimo Marzani


   

29 luglio 2006  
 
Sveglia all’alba  e dopo una veloce colazione siamo al terminal diretti al parco di Morrocoy. In un ora arriviamo a Valencia ( 2 dollari) cambiamo, ed in un autobus strapieno di ragazzi diretti alle spiagge, raggiungiamo Chichirivice in meno di 3 ore . Due sono le porte principali per accedere al parco marino, Tucacas, città grande ed anonima e Chichirivice  anonima allo stesso modo, ma più piccola. Scegliamo “ Villa Gregoria” una posada con giardino interno e due amache sotto i portici, che per 32 dollari ci affitta una stanza per quattro persone con aria condizionata ( Villa Gregoria, Calle Marino, Chichirivice 0259 8186359). Dopo aver preso possesso usciamo ed in taxi ci facciamo portare alla laguna. La laguna è una vasta depressione alle porte di Chichirivice, tendenzialmente arida, ma vari laghetti, più o meno grandi, a macchia di leopardo punteggiano un bel paesaggio. Molta è l’avifauna presente, della quale i fenicotteri rosa (Phoenicopterus Ruber) ne sono i portabandiera. Dopo alcune fotografie ed un elegante volo proprio sopra le nostre teste ritorniamo nella cittadina pronti per la cena.
Per cena pesce, chi Pargo, un pesce rosso molto diffuso in centro-sudamerica ( Aratus Lutjanus) chi Mero, grande carnivoro dei fondali con carne molto simile alla cernia, il tutto condito da tostones, insalata ed arepa. L’arepa è il “pane” tipico del Venezuela. E’una tortina di farina di mais non lievitata, alta circa 2 centimetri per un diametro di 10  fritta o fatta alla piastra. L’arepa accompagna praticamente tutto dal cappuccino al Chupa Chups.
Paghiamo il conto, 35 dollari, e dopo un buon caffè in una gelateria italiana torniamo in posada.
Verso mezzanotte quando la fase R.E.M impera (Rapid Eye Movement) lascio il letto per gustarmi un violento acquazzone tropicale e con me, decine di rane  escono a ringraziare.

Sveglia all’alba e subito ci rechiamo al porto per prendere l’imbarcazione che ci porterà a Cayo Sombrero. In quattro contrattiamo ed arriviamo ad un prezzo di 60 dollari, andata, giro panoramico  e ritorno. Il giro ci permette di vedere una bella foresta di mangrovie ( Rhizophora Mangle) una delle poche piante terrestri in grado di sopportare alte concentrazioni saline e distinguibili dalle vistose e ricurve radici aeree, ed alcune grotte formatisi nelle fragili scogliere a falesia. Alle nove siamo in spiaggia. La spiaggia è molto bella, il mare limpido e di contorno file di palme da cocco con cui faremo lo spuntino a metà giornata ( con i cocchi non con le palme). La barriera corallina è povera, ma sufficiente per un principiante che vuole fare snorkeling. Principiante ho detto??? Noooo, non parlavo certo di Marina, che con maschera e pinne da sopra la barca, avete capito bene aveva le pinne ma era sulla barca, saldamente attaccata ad un salvagente grande come una “Panda”, scrutava il fondale immergendo di due centimetri la maschera per periodi che potevano arrivare anche a tre secondi. Nel mentre si era formato sulla spiaggia un capannello di gente che applaudiva ogni volta che svuotava i polmoni per poi riprendere fiato. Lascio libera la mia bella di sbizzarrirsi nelle sue immersioni estreme e mi lancio sotto una palma per un pisolino.
Alle quattro in punto, come da accordi, arriva il pescatore per riportarci sul continente. La sera ceniamo sul lungomare, niente pesce ma carne, io e Marina lomito, Sergio e Mari churrasco, che confrontandoli, il gustometro piegherà inevitabilmente verso quest’ultimo, paghiamo i dovuti 44 dollari e torniamo a casa. Facendo i conti come li faceva la serva, ora, posso dire che Chichirivice è notevolmente più cara che altri posti, Los Roques a parte.


 



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