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Arrivo a El Borma e risalita verso nord: Gabes, Sfax, Sousse e di
nuovo Tunisi
Ripartiamo da Timbain con
molte difficoltà dato che la rotta che ci eravamo prefissati
risulta inattuabile per via della direzione delle dune, contraria
al nostro cammino e cambiata dal forte vento di sabbia levatosi
qualche giorno prima. Decidiamo effettuare un taglio verso nord-est
cercando di guidare in zone con dune più basse e più
facilmente superabile dai mezzi .
Si procede di duna in duna per tutto il giorno scattando foto e
situazioni particolari, provando le particolari emozioni della guida
in moto stando immersi in una natura selvaggia e forte .
Arriviamo in serata presso l’ incantevole oasi di
Ksar Ghilane con il suo laghetto di acqua sulfurea a 30°C
che ci vede protagonisti di un vero e proprio assalto ! Per un paio
d’ore rilassiamo i nostri muscoli martoriati all’interno
dello specchio d’acqua, galleggiando come palle ! Sostiamo
un giorno in quest’angolo di paradiso
per riparare i guasti ai nostri veicoli provocati dagli “incontri
un po’ troppo ravvicinati” con delle dune e per fare
visita ad un secolare fortino romano distante qualche km dall’oasi.
La prossima tappa e ancora piu’ a sud, verso l’importante
stazione petrolifera di El Borma dove arriviamo
seguendo le tappe del famoso Rally di Tunisia, molto tecniche e
bellissime dal punto di vista naturalistico dato che la gara sfrutta
vecchie piste abbandonate dove e’ difficilissimo incontrare
altri equipaggi ed anche gli stessi locali.
El Borma e’ una grande zona di pozzi petroliferi, immersa
in un mare di dune ma letteralmente industriale. Si presenta davanti
ai nostri occhi una vasta distesa sabbiosa piena di tubi di tutte
le dimensioni, variopinti barili di petrolio e moltissimi mezzi
abbandonati. E’ un contrasto stridente fra la maestosità
del deserto e lo scempio ambientale operato dall’uomo per
ricavarne guadagni, non curandosi dell’inquinamento prodotto.
Ci congediamo da questo scenario dantesco riprendendo la pista verso
nord ,
dato che El Borma rappresenta il giro di boa.
Durante la risalita ci aspettano 3 giorni di fuoripista immersi
in una vera e propria tempesta di sabbia. Noi motociclisti abbiamo
dei seri problemi per la visibilità dato che le stesse lenti
degli occhiali protettivi vengono smerigliate dall’abrasione
della sabbia. Ricorriamo all’aiuto dello Staff di Dimensione
Avventura per risolvere i numerosi inconvenienti tecnici dovuti
a questo forte ed improvviso vento del deserto. La sera fortunatamente
il vento cala per qualche ora per poi riprendere corposo durante
la notte, ma ci permette almeno di montare il campo e mangiare in
tranquillità. La risalita verso nord e’ altrettanto
affascinante dato che navighiamo con l’ausilio delle carte
e del GPS cercando di procedere in linea retta ed uscire al più
presto dalla tempesta di sabbia. Nei momenti di maggiore visibilità
ci accorgiamo di guidare in uno scenario lunare con altopiani rocciosi
alternati ad altri sabbiosi, un contrasto che lascia senza parole.
Le bucature si susseguono copiose da parte dei 4x4 perché
il terreno, essendo non battuto da altri veicoli, presenta molti
sassi taglienti ed insidiosi per i pneumatici ma si risolvono spesso
in breve tempo mentre i motociclisti attendono dietro le sagome
degli Iveco 4x4 d’assistenza, al riparo dal vento che rende
difficile, tra l’altro, anche l’organizzazione della
sosta pranzo. Alla fine del terzo giorno si arriva nuovamente presso
l’oasi di Ksar Ghilane dove si montano le
tende e dove non perdiamo l’appuntamento con il laghetto .
Il giorno successivo ripartiamo alla volta di Chenini,
vecchia oasi di montagna abbarbicata su un costone roccioso. Ci
addentriamo in quest’oasi visitando le vecchie abitazioni
scavate nella roccia e costruite a strapiombo sulla valle. I vecchi
abitanti della zona potevano usufruire della minuscola oasi che
sorgeva all’interno del sottostante canyon ma ormai il villaggio
e’ quasi tutto abbandonato e sopravvive solamente il bianco
e piccolo minareto in cima alla montagna che ancora oggi diffonde
il verbo di Allah su tutta la vallata. Si possono notare in giro
ancora molti bambini dai capelli rossi e con gli occhi chiari, discendenti
degli antichi berberi, gli originari abitanti della zona prima della
conquista araba.
Purtroppo il viaggio sta volgendo al termine e l’appuntamento con il traghetto
si fa sempre più imminente. Tiriamo direttamente verso Tunisi
su asfalto, guidando lungo la costa tunisina ed attraversando le
città più importanti come Gabes, Sfax e Sousse
. Visitiamo i loro coloratissimi souk e le loro vecchie
Medine immersi nel classico caos del mercato arabo ma anche questo
e’ folklore ed anche questo fa parte del viaggio ! Durante
la visita ai mercati non ci facciamo sfuggire l’acquisto di
souvenirs più o meno originali che ricorderanno, una volta
a casa, questa meravigliosa esperienza in terra d’Africa.
Pranziamo in tipici ristorantini locali, gustando molte altre specialità
culinarie che nelle zone desertiche non era possibile trovare. A
tavola si parla sempre delle esperienze vissute fino ad un paio
di giorni prima, quando eravamo immersi nella grandezza del Sahara
e nel suo silenzio.
Certamente ognuno di noi porterà indelebile nel suo cuore
questa meravigliosa avventura, personalmente sognata per molti anni
e finalmente vissuta in diretta, ma proprio per questo “Mal
d’Africa”, magico e contagioso, sicuramente non sarà
l’ultima volta !
Lo staff tecnico di Dimensione Avventura, Associazione di viaggi
avventura, tramite i suoi esperti d’Africa, Maurizio e Giuseppe,
permette ogni anno di vivere in prima persona un meraviglioso itinerario
altrimenti impossibile al singolo viaggiatore per via dell’assistenza
tecnica richiesta, e di usufruire dei consigli derivanti da una
decennale esperienza di viaggi e competizioni in terra d’Africa.
A presto... affascinante e meravigliosa Africa !
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