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Avventura nel profondo e sconfinato deserto del sud, arrivo a Timbain
Il giorno dopo, fatto il tagliando
di dovere ai mezzi, siamo pronti per il grande salto verso il sud
del paese, verso il nulla. Arriviamo nei pressi della piccola oasi
di Sabria ed appena usciti dal suo palmeto ecco l’impatto
forte con l’immensità’ del Sahara...
davanti a noi una mare di dune e nulla più ! Giuseppe e Maurizio,
Capogruppo del viaggio, davanti alla nostra domanda “... ed
ora che direzione prendiamo? ” sorridono bonariamente rispondendo
“puntare 180° ... direzione Timbain” ! Detto questo
accendono i loro Iveco 4x4 e pian piano si addentrano nelle “onde
di sabbia” cercando la traiettoria migliore per non rimanere
insabbiati. Ci guardiamo un po’ titubanti dato che uno spettacolo
così inusuale incute un certo timore anche se avevamo avuto
già esperienza di dune nei giorni passati ... ma non fino
a questo punto ! Siamo veramente in pieno deserto ! Partiamo uno
alla volta cercando di seguire le orme lasciate dai camion d’assistenza
e notiamo con soddisfazione che, in fondo, non e’ poi cosi
tanto difficile guidare su una distesa di dune... anzi risulta molto
più facile che sulle piste tracciate.
Indubbiamente questo percorso e’ uno dei più affascinanti
che si possa affrontare in Tunisia, dato che attraversa le propaggini
orientali del grande mare di sabbia del Grand Erg Orientale.
La media di percorrenza si abbassa subito intorno ai 3 km/h e molte
sono le insabbiature dei mezzi, sia moto che 4x4. Tutti i partecipanti
si aiutano gli uni con gli altri per tirarsi fuori dalla morsa di
sabbia ed a volte i motociclisti avanzano faticosamente per via
della particolare sabbia finissima che si e’ formata all’interno
delle dune. I mezzi che procedono in questo scenario, visti da lontano
sembrano tante formichine che affannosamente avanzano fra i vari
ostacoli naturali ma... non siamo forse qui per questo ?
Dopo due giorni e 40 km (!) più avanti arriviamo sotto un
altro cordone di dune ben più alte e mastodontiche di quelle
che abbiamo superato fin’ora. Decidiamo, allora, di trascorrere
la notte in questo angolo di paradiso per assaporare meglio la magia
del deserto ed ascoltare il suono prodotto dal vento che scorre
fra i granelli di sabbia. La grappa intorno al fuoco fa da contorno
alle risate e ai balli improvvisati ed alla fine, quando rientriamo
nelle tende, siamo tutti abbastanza “euforici” !!
Il giorno dopo navighiamo nell’Erg alla ricerca di un passaggio
alla portata dei nostri mezzi, ma per ben due volte ci infiliamo
in corridoi di dune ciechi, ossia sbarrati da veri e propri muri
di sabbia, praticamente insormontabili. Si decide allora di indietreggiare
un poco verso una zona più dura cercando di aggirare l’Erg,
manovra questa rilevatasi valida anche se molto più lunga.
Passando di duna in duna arriviamo finalmente alla vista della mitica
montagna di Timbain, dopo 3 giorni di viaggio e fieri delle difficoltà superate
durante il percorso.
Il brindisi sopra la collina, stranamente solitaria ed immersa in
un vero e proprio mare di dune, rappresenta per tutti una conquista
personale e decidiamo di solennizzare l’arrivo lasciando a
ricordo un messaggio, firmato da tutti i partecipanti, dentro la
stessa bottiglia di spumante usata per il brindisi, debitamente
fissata a terra con delle pietre ……chissà se
la prossima volta la ritroveremo ancora lì ! Anche qui troviamo
molti fossili ed addirittura numerose foglie di alghe inglobate
dentro le rocce della collina. Uno scenario maestoso dove ci si
rende conto della “nullità” dell’uomo di
fronte alla potenza della natura e si vorrebbe che certi momenti
non finissero mai...
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