Le prime oasi, i laghi salati Chott el Gharfsa e Chott el Djerid,
l'arrivo a Douz
Alla fine del terzo giorno
ci troviamo nel tardo pomeriggio a superare una vallata caratterizzata
da numerosissime colline dalle bizzarre forme e ricche di fossili.
Durante le soste tecniche tutti ne approfittano per cercare il
proprio piccolo “tesoro” formato da una millenaria
conchiglia o da una ammonite. Ma il tempo è tiranno e dobbiamo
terminare questo tratto di pista entro sera, quindi proseguiamo
la guida superando, una per una, queste colline con un sole rosso
fuoco all’orizzonte che crea non pochi problemi di visibilità,
ma ripagandoci, allo stesso tempo, con uno scenario da favola
e con un cielo
che sfuma da un giallo pallido ad un rosso intensissimo! Colori
d’Africa!
L’oasi di Tamerza e’ un gioiello
incastonato in mezzo a spettacolari canyon
e con un fitto palmeto all’ombra delle quali e’ piacevole
riposare dopo le fatiche in moto dei giorni passati. In questa
piccolissima oasi di montagna
,
primo luogo “civile” incontrato dopo 3 giorni di ininterrotta
pista, gustiamo alcuni piatti tipici del luogo come il prelibato
Cous Cous d’agnello oppure il gustosissimo Brik, una sorta
di frittata con dentro tonno e prezzemolo... il viaggio e’
anche vivere le usanze del luogo e noi non ci tiriamo mai indietro!!
La serata si conclude chiacchierando davanti ad un bollente the’
alla menta che ci scalda l’animo ed il corpo….anche
perché a ottobre la temperatura esterna sfiora i +5°
di notte...
Il giorno dopo riprendiamo il cammino scendendo dall’alto
della montagna e rimaniamo estasiati davanti al panorama improvviso
dello “Chott el Gharfsa”, un lago
salato contornato dalle dune dorate del Sahara. Alla vista della
pista sabbiosa non stiamo più nella pelle e subito ci tornano
in mente le scene viste per anni in TV della Parigi Dakar, la
corsa africana per eccellenza... ma questa volta i protagonisti
siamo noi ed allora... via a guidare su e giù per le tanto
agognate dune del deserto !!! Durante i primi km ognuno di noi
combatte la sua battaglia personale contro la sabbia dato che
guidare la moto su questo terreno richiede uno stile di guida
particolare ma dopo qualche km subito si apprendono i piccoli
trucchi per procedere con tranquillità e godere di questa
natura con panorami da mille ed una notte.
Di duna in duna arriviamo presso un posto più unico che
raro e non illustratoci nel normale briefing mattutino dallo Staff
dell’organizzazione……quindi una vera e propria
sorpresa per noi !! In pratica dopo il superamento di una enorme
duna, durante il quale non pochi sono stati gli insabbiamenti
dei mezzi, ci troviamo di fronte ad uno strano villaggio immerso
nella sabbia con casupole a forma di igloo e delle grandi antenne
alte più di 3 metri... ci avviciniamo con i nostri mezzi
lentamente cercando di capire cosa fosse... ed arrivati in prossimità
delle prime abitazioni scopriamo con stupore che si trattava niente
poco di meno che del set cinematografico dell’ultimo film
Guerre Stellari!
Trascorriamo un paio d’ore a visitare questo villaggio,
ora abbandonato, cercando di ricordarci le scene del film che
hanno girato in questi luoghi. Non capita certo tutti i giorni
di mangiare un panino sotto le antenne radio del villaggio dove
e’ nato il protagonista di Star Wars !
Usciti dal villaggio, riprendiamo il cammino lungo la pista che
avanza fra le dune per arrivare alla mitica oasi di Nefta,
con il suo palmeto più esteso della Tunisia, ma la attraversiamo
velocemente per seguire la pista che ci condurrà subito
nel grande lago salato Chott el Djerid. Attraversiamo
questa immensa distesa di sale avendo sempre all’orizzonte
il magico fenomeno dei miraggi che qui si realizzano in maniera
perfetta. Troviamo relitti di auto del Rally di Tunisia
rimaste intrappolate dalla morsa dell’insidioso fango salato
e quindi tutti noi procediamo lungo la pista principale stando
ben attenti a non uscire dal tracciato per non incappare in vere
e proprie pozze di sabbie mobili ! La pista con fondo duro si
alterna a tratti di superamento di dune molto accattivanti e ci
si ritrova a guidare fino al tramonto, senza avvertire il più
minimo segno di stanchezza, per quanto siamo presi dalla guida
e dallo scenario sempre diverso che si attraversa.
I campi nel deserto meritano da soli un viaggio... la magia del
manto stellato e l’aria allegra che si respira seduti tutti
insieme intorno ad un fuoco, sono emozioni indimenticabili ed
irripetibili. Riuniti in compagnia di una buona grappa, ognuno
di noi racconta della sua piccola avventura quotidiana e trasmette
agli altri la propria esperienza personale nella quale si possono
trovare dei suggerimenti e “dritte” per affrontare
meglio il percorso del giorno dopo... sembriamo una grande famiglia
ma ci conosciamo solamente da 5 giorni !
La seconda oasi principale dove sostiamo per la notte e’
Douz, presso il campeggio “Desert Club”
gestito da un nostro connazionale e punto di ritrovo di tutti
i viaggiatori sahariani in transito nella zona. Facciamo conoscenza
con molti altri motociclisti di varie nazionalità e passiamo
molte ore ad ammirare, a turno, le proprie moto e le relative
migliorie apportategli per affrontare le piste desertiche. I centauri
germanici, come sempre, si presentano come i meglio equipaggiati
e preparati per questi tipi di viaggio. La serata si conclude
tutti insieme a cena presso il famoso ristorante di Ali Baba’
con il suo cous cous da favola ! Questa si che e’ vita...!