Sabato 10 giugno - Volo con arrivo a Cape Town
Domenica 11 giugno - Penisola
del Capo - 150 km
La prima giornata in
Sudafrica si rivela migliore di quanto preannunciato dalle previsioni
del tempo che, senza offrirci alcuna speranza, davano pioggia
e vento per tutto il giorno. Invece, dissoltasi la nebbiolina
delle prime luci dell’alba, il sole riscalda questo angolo
di terra lontana, nonostante sia ormai iniziata la stagione invernale.
Dopo aver sbrigato le varie formalità da primo giorno (auto,
una RunX noleggiata all’AVIS per 2520 R per 5 giorni, e
guesthouse, Villa Rosa, www.villa-rosa.com, nel quartiere di Sea
Point, a 32 € a notte), decidiamo di dedicare la giornata
alla visita della Penisola del Capo. Percorriamo
la strada panoramica di Chapman’s Drive, che taglia le scogliere
offrendo degli orizzonti superbi sulla baia di Hout Bay e che
scopriamo essere stata costruita da prigionieri italiani. Passiamo
ampie spiagge battute da onde lunghissime, villaggi colorati e
incontriamo gente che corre per la strada, che va in bicicletta
ma nessuno fa il bagno!
Ci fermiamo a Boulders. Qui acquistiamo la Wild
Card, una carta che permette l’ingresso ad alcuni parchi
del Sudafrica a prezzi ridotti (ne acquistiamo una per coppia,
il prezzo è di 1395 R a coppia; c’è anche
la versione personale o familiare). Visitiamo la famosa colonia
di pinguini
che ha scelto come propria dimora proprio questo lenzuolo
di spiaggia dall’acqua cristallina, tanto che qualcuno la
assimila alla
famosa spiaggia delle Seichelles . Questa specie di pinguini è
molto diversa da quelle che vivono al Polo. Sono molto più
piccoli ma altrettanto buffi! Questo è il periodo della
cova, infatti li incontriamo quasi tutti accoppiati e intenti
a stare in equilibrio per riscaldare il piccolo uovo nascosto
tra le loro zampette.
Ormai sono le due del pomeriggio e decidiamo di concederci un
delizioso pranzo al ristorantino Bertha’s che si trova presso
il porticciolo del villaggio di Simon’s Town.
Mangiamo pesce appena pescato comodamente seduti sulla terrazza
all’aperto. Il pesce è favoloso e anche il vino bianco
non è male (400 R in quattro, ovvero, poco più di
12 € a testa… adoro questo posto!).
La stanchezza del viaggio comincia a farsi sentire, ma teniamo
duro e proseguiamo fino al Capo di Buona Speranza,
passando per la Cape of Good Hope Nature Riserve.
Percorriamo a piedi i venti minuti di salita che portano al faro
di Cape Point (per i più pigri c’è anche una
specie di funicolare che sale) e da lì ammiriamo il nostro
primo tramonto africano!
Davanti a noi si estende l’oceano
le cui onde si infrangono sulle sponde che accolsero i primi esploratori
portoghesi. Chissa cosa avrà pensato Bartolomeo Diaz passando
di qua. In fin dei conti il paesaggio non deve essere cambiato
poi molto.
Trascorriamo la serata nel quartiere del Waterfront
,
al Victoria’s Wharf Mall, dove curiosiamo tra i negozi e
sbirciamo i menu dei vari ristoranti, greco, portoghese, indiano…
Noi optiamo per il portoghese Tasca de Belem. Anche qui pesce
a volontà, vino e dolce a soli 360 R in quattro. E poi
di corsa a nanna. Domani ci aspetta Cape Town e la salita alla
Table Mountain.