Malawi e Zambia - Diario di viaggio

"SONO FELICE DI ESSERE UN CAMMINATORE SCONOSCIUTO,
GIACCHE' QUESTO METTE FINE AD OGNI SFIDA"
(Rabindranath Tagore)


 
la galleria fotografica
by Sysa & Luciano


 

periodo 26 maggio - 9 giugno 2007
km percorsi 2.500 / 3.000 con mezzi pubblici e taxi
costo Biglietto aereo: € 1.200 (KLM)
+ € 100 x volo interno (APUNAKE)
Assicurazione sanitaria: € 129
(x 2 persone con Genialloyd)
Spese per vitto, alloggio e varie:
€ 50/70 x giorno
Totale spese viaggio: € 2.200
a cura di... Luciano & Sysa

 

   

MARTEDI’ 29  MAGGIO

Dopo una notte burrascosa arriviamo alle 7.30 di mattina ad Arequipa, a 2300 m, detta la città bianca a causa degli edifici costruiti con roccia vulcanica di colore molto chiaro. E’ una città caotica e non molto bella, l’unico aspetto positivo è la visione di alcune cime maestose, tra cui il perfetto cono del vulcano Misti (5288m) e le cime innevate del selvaggio Chachani (6075m) e del più “piccolo” Pichu Pichu (5571m).
Prendiamo un taxi e ci rechiamo all’hotel Casa di mia Abuela, nella zona centrale della città. Lasciati i bagagli in stanza, andiamo nell’adiacente agenzia Giardin per prenotare il tour di due giorni al Colca Canion (40$ a testa), due notti a Puno sul lago Titicaca all’hotel Pukara (40$ a testa), il bus turistico Puno – Cusco (80 sol a testa) e a riservare il bus per Puno ( 15 sol a testa).

La Casa de mi Abuela - lacasa@terra.com.pe
Margo Ordoñez - Giardino Tours - margo@giardinotours.com
Telefono 005154241206 - 005154221345 - Arequipa- Peru


In hotel notiamo un depliant che parla di un posto: Mundo Alpaca, dove si può vedere la lavorazione della lana di alpaca e decidiamo di visitarlo. Fortunatamente dista solo cinque minuti dall’albergo. E’ un posto molto bello e si può vedere, accompagnati da una gentilissima guida, tutta la lavorazione, dall’animale libero in giardino, fino ai tessuti colorati, passando per i depositi di lana ancora da cardare. La visita è gratuita, ma alla fine c’è uno splendido negozio dove è d’obbligo acquistare qualcosa.
Terminata la visita andiamo a piedi in centro per ammirare il Monastero di Santa Catalina (30 sol a testa), molto bello soprattutto per i colori vivaci che ricoprono i muri dei chiostri e degli stretti vicoli e per le anguste cellette delle monache. In realtà non si tratta di un monastero, ma di un convento e non è soltanto un edificio religioso: si tratta infatti di un complesso molto ampio che occupa un intero isolato.
A pranzo ci accontentiamo di un panino veloce al Mammut Center e poi via a visitare il Museo “Santuarios Andinos”, dove è conservata la mummia Juanita, la principessa di ghiaccio, ossia le spoglie congelate di una vergine inca sacrificata sulla vetta dell’Ampato oltre 500 anni fa. La visita è molto interessante, grazie anche alla spiegazione in italiano di un’ottima guida, ma purtroppo ci vengono sequestrate le macchine fotografiche all’ingresso…
Ci concediamo una pausa di un’oretta in Plaza de Armas, la piazza principale di Arequipa dominata dall’ imponente cattedrale e quando il sole inizia a calare ritorniamo al monastero per le ultime foto. Poi di nuovo in piazza, dove troviamo un bar che ci permette di salire sul tetto per fotografare la zona al tramonto: è uno spettacolo magnifico .
Fatte le nostre consuete 1000 foto, ritorniamo all’albergo per la cena a base di specialità locali.

MERCOLEDI’ 30 MAGGIO

Alle 8.30 carichiamo i bagagli su un pulmino dell’agenzia Giardin e partiamo insieme a due ragazzi spagnoli, Sergio e Raul, alla volta del Colca Canion. Il mezzo è molto spazioso e i passeggeri sono pochi, così decidiamo di stare uno in ogni fila per poter meglio ammirare e fotografare le bellezze del paesaggio. La strada sale lungo una valle dominata dai vulcani Ampato, senza neve, Sabacaya e Hualcahualca coperti da imponenti ghiacciai nella parte sommitale. Dopo un paio d’ore ci fermiamo alla Pampas Cañahuas per vedere degli splendidi esemplari di vigogna in libertà. Ovviamente non si può avvicinarli, ma grazie ai nostri potenti teleobbiettivi riusciamo ad ottenere delle ottime fotografie. Seconda tappa presso l’”autogrill” locale per bere mate de coca, che serve ad alleviare i sintomi dell’alta quota che iniziano a farsi sentire. Proseguendo riusciamo a fotografare anche lama e alpaca, ma chi si fa attendere è il guanaco, comunque molto raro. L’ultima breve sosta prima del passo è alla Riserva National Salinas Y Aguada Blanca a 3850 m, l’unica zona vista finora in cui vi sia dell’acqua . Finalmente verso mezzogiorno giungiamo al Mirador  de los Andes a 4910 m. Il panorama è stupendo, ma appena si cerca di camminare un po’, il fiatone si fa sentire. Ci sono dei gruppi di venditori con alcuni bambini vestiti con i costumi tradizionali che si prestano molto volentieri ad essere fotografati. La strada poi scende molto velocemente verso Chivay a 3700 m. Prima di giungere in paese ci fermiamo ad un mirador per ammirare e fotografare la bella vallata. All’ingresso c’è un posto di blocco e bisogna pagare 35 sol a testa per poter entrare e andare verso il Canion del Colca.
Alle 13.30 arriviamo al paese di Caporaque, presso l’hotel Casa de Mamayacchi dove pernotteremo. Io mi sento un po’ indisposto e vado a riposare per un paio d’ore, mentre Roberto approfitta per fare delle foto agli agricoltori locali.
Alle 16.00 risaliamo sul pulmino e andiamo alle sorgenti termali nei pressi di Chivay. E’ un posto fantastico con piscine coperte e all’aperto. Noi ovviamente scegliamo quella all’aperto e ci immergiamo in acqua a 35 °C per un’ora e mezza a 3700 m.
Dopo una cena leggera a base di filetto di alpaca andiamo tutti a letto perché il giorno seguente dovremo alzarci molto presto.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 


 

 

 





 

 


... PROSEGUI IL RACCONTO

PER VEDERE TUTTE LE IMMAGINI DI QUESTO VIAGGIO CLICCA QUI