VENERDI' 12/08/2005
Colazione abbondante visto
che è compresa nel prezzo della camera e poi aspettiamo
l’ora del nostro treno. Abbiamo deciso la sera prima di
non dedicare troppo tempo a Rabat ma di andare direttamente a
Marrakech dove pensiamo di stare quattro o cinque giorni facendo
qualche escursione nelle zone vicine.
Treno RABAT-MARRAKECH 202 Dh in due persone;
partenza alle 10:40 arrivo alle 15:20 circa. Viaggio che non finisce
più ma abbiamo la fortuna di trovare subito un posto a
sedere anche se il treno è veramente pieno.
Arrivati ci eravamo mentalmente preparati all’assalto dei
taxisti e delle false guide ma per nostra gioia non si verifica
niente. Siamo avvicinati da un taxista che guida un petit taxi
e questa volta accettiamo. Chiediamo di portarci alla ricerca
di un alloggio economico, il primo si chiama Hotel JNAN EL HARTI
(rue Cadi Ayyad 30 telefono 044 44 80 00 fax 044 44 93 29) ha
delle stanze libere climatizzate ma chiede 550 Dh per camera colazione
e cena comprese nel prezzo, non è molto se paragonato ai
prezzi italiani, chiediamo ad altri alberghi della zona (GUELIZ
nella ville nouvelle) ma siamo stanchi e ritorniamo all’HARTI
almeno per questa notte poi domani vedremo.
Dopo un bel bagno rinfrescante e un po’ di riposo moriamo
dalla voglia di vedere la famosissima piazza di JEMAA
EL-FNA dopo tutto quello che abbiamo letto nelle guide.
Non siamo lontanissimi, evitiamo i taxi e facciamo una passeggiata
di venti minuti a piedi prendendo dolcemente confidenza con la
città.
Nel nostro cammino incontriamo alberghi elencati sulla Lonley
Planet ma sono tutti completi, iniziamo a preoccuparci (nell’hotel
si sta veramente bene, riveriti e serviti ma il nostro portafoglio
ne soffrirebbe un po’).
Arriviamo verso il tramonto e la piazza sta prendendo vita, le
persone si assiepano intorno a ballerini, cantastorie (che noi
non comprendiamo visto che sono raccontate in arabo) incantatori
di serpenti e ovunque ombrelloni con sotto donne che ti offrono
appena gli getti uno sguardo un tatoo all’henne. Gironzoliamo
abbastanza intimiditi ma quasi subito capiamo che tutto è
oltremodo tranquillo (tranquillità marocchina s’intende…)
e non c’è nulla di cui aver timore. Bisogna solo
stare attenti chi si fotografa o almeno sapere che per ogni foto
a qualche personaggio della piazza gli si deve pagare una mancia
(diritti d’autore?) o litigarci.
Ci addentriamo anche all’interno della Medina (che poi scopriremo essere solo l’entrata) e Diego si ferma
da un ragazzino che offre the allo zenzero alla modica cifra di
1,50dh. Veniamo avvicinati da un tipo che fa lo splendido e che
dopo un paio di stupidate ci offre del fumo ma questa sarà
l’unica occasione del genere in tutta la vacanza. È
l’ora della preghiera e il souk si sta riempiendo oltremodo
e non siamo ancora preparati a questo; usciamo, abbiamo fame.
Abbiamo il coraggio di mangiare in un banchetto nella piazza,
se non fai troppo caso alla pulizia non sono così male;
è un mondo diverso ma credo sia bello tuffarcisi almeno
un po’, non possiamo giudicare tutto dall’alto in
basso considerando il nostro mondo migliore, sono culture diverse
anche se io sono felice di avere la fortuna di essere nata in
Italia, almeno per certi aspetti.
Ritorno alla realtà del viaggio. Io mi fido ma non troppo,
per lo meno voglio evitare la maledizione (disturbi intestinali)
e mangio cous-cous di legumi mentre Diego mangia tranquillamente
spiedini di agnello e patatine fritte. Spendiamo 55 Dh in due.
Di tutto quello che mangerò e vedrò anche nei prossimi
giorni per una come me che è un pochino schizzinosa, ma
non esageratamente, la cosa peggiore è il modo che hanno
di lavare le stoviglie dopo averti servito, sono certa che non
esista l’uso del detersivo ma nemmeno dell’acqua calda…
le passano in due bacinelle e poi via, già pronto per essere
usato dal prossimo cliente. Devo confessarvi che ho sempre bevuto
dal collo delle bottiglie d’acqua sigillate. Quando posso
evito volentieri i loro bicchieri, ma quando vuoi bere una di
quelle meravigliose spremute d’arancia fresche e vitaminiche
che trovi nella piazza come fare? Non esistono bicchieri di carta
e sono certa che lavino e riusino anche le cannucce…ma poi
è meglio non pensarci. Perché le posate? Non posso
mangiare con le mani. Chiudo gli occhi e mi concentro sul cibo.
E spero…
La piazza ha comunque un effetto magico, sei non solo in un altro
mondo ma sembra anche in un altro tempo.
Facciamo un giro negli alberghi intorno alla piazza ma sono tutti
pieni, anche quelli più trucidi, ma molti ci consigliano
di ripassare domani dopo le 10. Taxi per 15 Dh e siamo di nuovo
in albergo.