Malawi e Zambia - Diario di viaggio

"La strada del ritorno ha sempre qualcosa di malinconico. Una leggera tristezza" (Banana Yoshimoto)


 
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periodo 20 ottobre - 05 novembre 2006
km percorsi 4790 + 10 in bicicletta
costo Biglietto aereo: 1240€
Vaccinazioni: 60€
Assicurazione sanitaria: 100€
Alimenti portati in Africa: 100€
Spese per vitto, alloggio e benzina: 800€
Totale spese viaggio: 2300€
a cura di... Luciano

 

   

22 ottobre


Sveglia alle 7.00 e, dopo un’abbondante colazione, visitiamo l’orto della missione dove crescono banane, limoni, uva, ananas, fragole, pomodori, papaia, avocado pear, pesche, un cespuglio di Buganvillea e tutte le varietà di ortaggi conosciute anche da noi.
Partiamo in macchina per la chiesa di Mitechete, passando per il confinante ospedale della Sacra Famiglia di Phalombe dove all’esterno vediamo i parenti dei degenti che preparano da mangiare per i loro cari, visto che l’ospedale fornisce solo cure mediche.
Per raggiungere il centro di Phalombe passiamo sopra un ponte militare, costruito dai Sudafricani sul torrente omonimo dopo l’alluvione del 1991 che ha causato molti danni e molte vittime; ad esse è dedicato un monumento nel centro del paese. Fortunatamente grazie al contributo dello stato del Kwait, la strada che collega Phalombe a Zomba (70 Km) è in via di sistemazione e asfaltatura, mentre i ponti verranno costruiti in cemento.
Lungo la strada ci fermiamo alla chiesa di Chikqungunissa dove all’esterno si erge un bellissimo Baobab e iniziamo a vedere momenti di vita africana: donne al pozzo ad attingere acqua, pesa del grano al mulino, costruzione di capanne con muri in mattoni di argilla e tetto di paglia, bambini che giocano all’aperto.
Arrivati alla chiesa di Chikqungunissa io e Nicola, approfittando del fatto che Padre Raimondo debba confessare, andiamo a farci un giretto per il villaggio adiacente e su una collinetta da cui ammirare il paesaggio. Siamo seguiti da un nugolo di bambini incuriositi da due ragazzi bianchi che salgono sulla montagna proibita dove i neri vanno a fare i loro riti animisti. Fortunatamente rientriamo alla chiesa sani e salvi e in tempo per poter assistere a 15 battesimi, 2 matrimoni e alla presentazione di 30 ragazzi del catechismo i quali saranno battezzati il mese successivo. Alla fine della colorita funzione, accompagnata da canti e balli, c’è la benedizione del grano, per l’imminente semina, e del nuovo organo. Gentilmente la gente di questa parrocchia ci offre il pranzo: polenta di mais bianco (che cuoce in 10 minuti), riso e spezzatino di carne di un non ben specificato animale, comunque tutto molto buono.
Rientrati a Phalombe nel primo pomeriggio, io e Nicola decidiamo di fare un giro in bicicletta in solitaria per vedere meglio le strade e la gente africana: fa molto caldo e dopo un’oretta rientriamo in missione assai soddisfatti.
Percorsi in auto Km 60. In bicicletta Km 10.

 



23 ottobre

Ci svegliamo alle 6.30 grazie a due persone che parlano animatamente proprio sotto la nostra finestra, nonostante il Malawi abbia una superficie di 118.500 Km2. Dopo colazione visitiamo il mulino della parrocchia dove la gente locale viene a macinare a basso costo il mais bianco. A fianco sorge la falegnameria parrocchiale dove vengono lavorati i tronchi di mogano (abbattuti per allargare la statale), essi serviranno per costruire i banchi delle nuove chiese.
Passando per stradine secondarie all’interno dei villaggi vediamo scorci di vera vita africana: famiglie intere su una bicicletta , trasporto di legname, sempre su bicicletta , per la costruzione delle capanne, mucche al pascolo accompagnate da bambini piccolissimi, donne con cesti sulla testa e persino un maiale trasportato al macello ancora su bicicletta.
Mentre percorriamo la strada “Robert Mugabe High Way” (la strada col nome del presidente, una delle poche asfaltate) per andare a Limbe, vicino a Blantyre, sorpassiamo moltissimi pulmini bianchi, carichi all’inverosimile di gente, che fungono da trasporto pubblico locale. A Blantyre vediamo lo stadio internazionale di Kanzu dove gioca la nazionale malawiana e lo stabilimento più importante di tutto lo stato: la Calsberg, dove viene prodotta, oltre alla coka e alla fanta (ai gusti di arancia, ananas, uva americana e un tipo viola che non sono riuscito ad assaggiare), anche la birra Kuche Kuche (The Pride of Malawi), veramente molto buona.
Passiamo poi per la missione di Lunzu, gestita da Padre Buffoni e Fratel Cometti, dove c’è la scuola tecnica di fabbro, falegname e calzolaio: c’è una grande selezione per poter accedere ai corsi e imparare così una professione. Stanno scaricando un camion di mattoni a mano: sembra di assistere a una scena italiana, due lavorano e cinque guardano!
Visitiamo la parrocchia di Lirangwue, dove fratel Romano ci fa assaggiare i frutti del suo fornitissimo orto: guave, mexican apples, mango e banane.
Continuando il viaggio verso la capitale Lilongwe, costeggiamo il confine con il Mozambico: la strada asfaltata su cui viaggiamo è in Malawi, mentre quella sterrata alla nostra sinistra è in Mozambico (ai tempi della guerra civile, i Mozambicani attraversavano la strada asfaltata e costruivano la loro capanna al sicuro in territorio Malawiano). Nei pressi di “Rat Village” dei bambini a bordo strada vendono la specialità culinaria della zona: topolini di campagna essiccati al sole e legati ad un bastone; non solo l’odore, ma anche i baffi, la coda e tutto il pelo ancora attaccato ai roditori, scoraggerebbero chiunque non stia morendo di fame a gustarli. Alle 16.30 arriviamo a Lilongwe, io e Nicola facciamo una passeggiata e rischiamo di perderci, ma grazie al nostro ottimo senso dell’orientamento riusciamo a rincasare prima che faccia buio; poi è meglio non girare a piedi…
Percorsi in auto 420 Km.

 

 

 

 


 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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