21 ottobre
Alle 10.40 partiamo per Blantyre con un aereo della Sud Africa Airlines e dopo un volo molto movimentato atterriamo con 20 minuti d’anticipo in un luogo sperduto in mezzo alla campagna. Domando al mio vicino di posto se siamo arrivati a destinazione, lui mi risponde chiedendomi se è la prima volta che vengo in Africa: eravamo giunti all’aeroporto internazionale di Chileka in cui atterrano ben due aerei al giorno!
Alle 13.00, finalmente, dopo un’interminabile controllo doganale, incontriamo Padre Raimondo Negrini.
Con il suo “nuovissimo” pick-up Toyota Hilux 3000TDI andiamo a fare un giro nel centro di Blantyre, passando sotto l’arco costruito per ricordare l’indipendenza del Malawi dall’Inghilterra nel 1964. Ci fermiamo nell’unico supermercato di tipo occidentale per acquistare 5 litri di vino sudafricano da portare alla missione per festeggiare il nostro arrivo
.
Ci avviamo verso Phalombe percorrendo una strada secondaria, un po’ più lunga della statale, ma che ci permette di vedere le immense piantagioni di tè che si estendono ai piedi della catena del Mulanje e che “danno lavoro” (inteso come sfruttamento) alla popolazione locale.
La strada asfaltata finisce a Fundicross dopo 70 Km, poi inizia lo sterrato fino a Phalombe (strada statale S147) percorsa da moltissima gente a piedi o in bicicletta, che il mezzo di locomozione artificiale più diffuso in Malawi e in Zambia. Ai bordi della strada sterrata si vedono termitai alti fino a due metri e boschetti che interrompono i campi coltivati: all’interno di essi vengono seppelliti i defunti. Avvicinandoci a Phalombe vediamo meglio il massiccio del Mulanje, con la punta Sapitwa di 3000m, finora nascosto dalla foschia. Tutti i bambini che incontriamo, alcuni vestiti in modo molto sgargiante, si mettono in posa per farsi fotografare e per ricevere sweety, caramelle. E’ molto bello vedere come, pur nella povertà più assoluta, ci sia tantissima allegria tra la gente, soprattutto nei più giovani.
Prima di arrivare alla missione passiamo sopra un “bellissimo” e “sicurissimo” ponte di assi sul torrente Tuchila, ormai quasi asciutto per via della stagione secca e del prelievo di acqua ad uso alimentare per Phalombe.
Alle 17.00 arriviamo alla missione. La prima cosa che ci colpisce è la Cattedrale
, in stile olandese, inaugurata nel 1933, circondata da piante di frangipane con bellissimi fiori rosa e di flambojant con fiori rosso fuoco. Sembrerebbe un controsenso che le piante fioriscano durante la stagione secca, ma questo avviene perché i semi che si formeranno potranno cadere a terra durante il periodo delle piogge e quindi germogliare più facilmente.
Ad accoglierci c’è il gentilissimo cuoco e maggiordomo Jhon, subito da me e Nicola soprannominato Felicino perché ride sempre, il comasco padre Carlo Castelli, il milanese fratello Andrea Cagna e due novizi: il malawiano Patrick e l’ugandese Arcangelo che prenderà i voti a dicembre.
Dopo un ‘ottima cena, a base di minestra e arrosto, andiamo a dormire alle 20.30, stanchissimi per il lungo viaggio.
Percorsi in auto Km 160.