Viaggio a Walea, Indonesia

"Così tentano di scapparmi, di sfuggirmi da sotto il naso le giornate, troppe le cose che richiamano la mia attenzione, le mie emozioni, prima di tutte… i profumi" BRUNO


 

la galleria fotografica
by Bruno Zamengo



periodo luglio 2006
km percorsi ...
costo ....
a cura di... Bruno Zamengo
   


Dopo le immersioni? Sì il the con i biscotti appena fatti, si, prendere il sole tranquillamente distesi sul pontile o al Sunset, o ancora sui lettini davanti a Cottage ma… ma la grande novità stavolta è la SPA!
Dopo una giornata così “pesante” cosa c’è di meglio di… un’immersione nella mega vasca ad idromassaggio, (lunga più di 5 mt, tutta rivestita in mosaico, un capolavoro) situata… proprio sopra il mare (la SPA è costruita su palafitta) con il tramonto in faccia… da non credere che sia vero.
Maaa, non finisce qui, perché poi chi ce lo toglie un bel massaggio Indonesian (il mio preferito, ma anche gli altri sono davvero super) all’essenza d’Aloe, siamo veramente in paradiso!
Così tentano di scapparmi, di sfuggirmi da sotto il naso le giornate, troppe le cose che richiamano la mia attenzione, le mie emozioni, prima di tutte… i profumi, i profumi sono una cosa che mi prende dentro : il frangipane, il cocco, quelli del mare e della foresta, li riconosco perfettamente uno ad uno, e poi i colori, quelli delle immersioni sono quasi… asfissianti, ma anche i terrestri, gli ibiscus, i bouganville e poi ancora papagallini, le aquile dalla testa bianca ecc.
Il rischio è fortissimo, quello di non carpire il momento, il famoso “carpe diem”, l’attimo fuggente descritto nell’omonimo film. No, non mi faccio fregare dai miei sensi primari e vado più in profondità, imprimo dentro di me ciò che sono in quel momento e che cosa mi fa essere così: le emozioni… e non le lascio svanire, evaporare, ma le imprimo nel mio cuore, solo così si può comprendere sino in fondo che… siamo vivi.
E poi, e poi che altro raccontare, le escursioni a Dondola, superba isola deserta dalle immersioni incredibili, talmente bella che nonostante si tratti di un Full Day ci siamo tornati 2 volte nel giro di 5 gg. E Alessia, che prima di venire a Walea non aveva mai indossato la maschera, e che lì ha fatto la sua prima immersione, talmente è stata coinvolta ed entusiasta di ciò che ha visto sott’acqua.

E ancora “la punta” , la punta (parte terminale dell’isola) è davvero un luogo magico, dove si trovano le palafitte di alcuni pescatori locali poste su di una lunga striscia di sabbia bianca, con il mare ai due lati. Qui si trova in alcuni periodi dell’anno (come ora) Papasini, un’ex Gipsy Sea (zingaro del mare) che vive con la sua famiglia a guardia delle palme da cocco che coltiva. Ma la punta è straordinaria anche e soprattutto per il mare, una laguna con acqua cristallina a trentadue gradi dove si incrociano due lembi di mare, così da creare delle piccole ondine di direzione opposta, l’effetto è una specie di acqua terapia naturale…
Tra le cose che mi resteranno impresse stavolta in più delle altre c’è la cena che abbiamo fatto al lume di candela al Sunset bar. Un tavolo sopra il mare (il Sunset è su palafitta overwater) preparato per quattro (io, Alessia, Diane, e Davide): servita aragosta e gamberoni con un bottiglia di Berlucchi millesimato, leggera musica in sottofondo, e come tetto… un cielo di stelle…
Ho tralasciato la descrizione di altre immersioni con gli incontri più vari, dai soggetti da macro stupendi (tre ballerine spagnole in notturna con il gamberetto imperatore simbionte) come il Pigmy sea Horse che si trova solo a Walea, o i Mandarin Fish, solo per citarne alcuni. Dai grossi pelagici come i grandi tonni, le grandi cernie (dico grandi perché davvero di dimensioni mai viste prima), i barracuda, i carangidi e gli squali, pinna bianca, nera (alcuni piccoli sono nella laguna del villaggio) e i mitici martelli a Gegolan (nome dell’immersione dove si possono incontrare) che hanno incontrato per tre volte di seguito dei sub che ci sono andati quando c’ero io.
Non so se in qualche maniera sono riuscito a descrivere l’esperienza che abbiamo vissuto a Walea in questo luglio 2006 per 15 giorni. Ho cercato di descrivere le cose che a me hanno colpito di più, ma è naturale che ognuno di noi possa vivere la stessa esperienza in maniera differente, dipende da come ci sentiamo in quel momento, da quello che cerchiamo e più di tutto da ciò che siamo. Ringrazio di cuore Simona, Luca e Lele che sono persone stupende, oltre a Sonny, Chen e tutte le persone che lavorano e si trovano in quest’isola. Un pezzo del mio cuore è rimasto lì, e di certo tornerò a trovarlo.


 



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