Ram ci aspetta, partiamo in macchina per Pagimana, e devo dire che fare il viaggio al tramonto è un’emozione diversa, i colori cambiano, cambiano le forme, ed anche la vita nei piccoli paesi che s’incontrano durante il tragitto… tutto molto suggestivo ed interessante. Ad un certo punto la mia attenzione è catturata da una scritta presente su un muro dove leggo GATUSO. Chiedo a Ram, il quale mi dice che la vittoria della nazionale ai mondiali di calcio (uno degli idoli era Gattuso, che loro scrivono e pronunciano con una sola t) è stata festeggiata da un sacco di gente che si è riversata per le strade con la bandiera italiana; in più, un gruppo d’italiani in partenza dall’isola è stato acclamato e accompagnato per un lungo tratto di strada… incredibili…
Arriviamo al porto di Pagimana verso le diciannove e quindici, la barca
ci sta aspettando per l’ultimo tratto che ci porterà sull’isola. Questo è anche l’ultimo punto dove chi vuole può usare il cellulare poi… fine! Per me non avere squilli di cellulare per quindici giorni è davvero gratificante (sull’isola si telefona tramite satellitare oppure si usa la mail sempre via satellite).
Partiamo
. Tutti si sistemano dentro la barca che ha in dotazione due motori da duecento cavalli ciascuno… veloce, io invece rimango fuori, in piedi e qui mi coglie di colpo la prima emozione forte… il cielo
. Il cielo sembra disegnato, milioni, miliardi di stelle tutte ammassate a formare la via lattea (dove appunto vi si trovano stelle a… mucchi), sono visibili in tutte le direzioni, non solo verso l’alto, ma anche guardando l’orizzonte.
Che spettacolo! E poi la scia, la scia della barca è luminosa, con dei bagliori più grandi di tanto in tanto, non sembra scivolare sull’acqua, ma sfregare al contatto tra il ferro e il cemento. Ci penso un attimo e finalmente realizzo che si tratta del plancton che viene eccitato dalle eliche dei motori e dalla chiglia della barca, non lo dimenticherò mai!
Finalmente intravedo le luci del villaggio
, quelle della Rumah Makan (che fa da sala pranzo e cena più zona accoglienza), del Sunset Bar e, per la prima volta, della nuova SPA, che si trova leggermente defilata sulla destra rispetto al corpo centrale. L’effetto è indubbiamente spettacolare, luci molto soft ma che evidenziano le forme delle strutture. Mi colpisce in particolare vedere dall’acqua i tendaggi bianchi che avvolgono le sale preposte ai messaggi della SPA… sospesa sopra l’acqua a 5 metri d’altezza…
Stiamo per sbarcare, ad accoglierci vengono Simona e Lele (Luca arriverà qualche giorno più tardi) più altri ragazzi indonesiani che oramai conosco bene come Haian, Musli, e Ippin…...è già festa, e per me è un po’ come ritornare a casa! Per prima cosa ci vengono assegnanti i Cottage (a noi il 13) e quando arriviamo sulla soglia con Simona che ci spiega le ultime novità, non posso non rimanere colpito dai nuovi arredi, dalla cura dei particolari e poi dai bagni nuovi che sono stati rifatti completamente e rivestiti con mosaici davvero bellissimi… m i trovo a pensare… ci troviamo in un’isola praticamente fuori dal mondo, selvaggia, con una foresta vergine alle spalle, a quindicimila chilometri dall’Italia, con solo la sabbia e il mare appena fuori del Cottage… e abbiamo a disposizione una qualità così ricercata e originale che ti lascia senza fiato… se l’inizio è questo…

Si va a cena e qui comincia la vera festa! Sì perché a Walea si mangia davvero bene, l’unico rischio è quello di mettere su qualche chilo, pane fatto in casa ogni giorno, così come la pasta (quando viene servita è sempre al dente), il pesce pescato la mattina dai pescatori locali, le crépes, il gelato e i tanti piatti che sono un perfetto mix tra la cucina asiatica e quella italiana. Andiamo a dormire stanchi dal viaggio ma davvero felici: siamo già qui e domattina potremo godere dall’inizio della giornata: si, è valsa la pena fare il diretto!
I primi giorni volano con 2 immersioni al giorno, dove mi riempio gli occhi di un reef che a mio modesto parere ha pochi eguali al mondo. Ricordo in particolare (era la prima volta che la facevo perché di recente scoperta), l’immersione a Lolosi chiamata da Sonny Magic Rock, un tripudio di spugne a canne d’organo alte più di 2 metri, spugne a botte, alcionari di diversi colori, coralli duri del genere acropora, e poi…..una serie di gorgonie da impazzire con attaccati alle estremità tantissimi crinoidi (ricci piumati), sembravano tanti alberi di natale, il tutto circondato da nuvole di pesci che volteggiano intorno, anemoni a palla di diversi colori e una trasparenza dell’acqua incredibile che lasciava penetrare i raggi del sole a formare lance di luce.