Racconto del viaggio nell'isola di Walea, Indonesia

""Così tentano di scapparmi, di sfuggirmi da sotto il naso le giornate, troppe le cose che richiamano la mia attenzione, le mie emozioni, prima di tutte… i profumi" BRUNO


 

la galleria fotografica
by Bruno Zamengo



periodo luglio 2006
km percorsi ...
costo ....
a cura di... Bruno Zamengo
   


Ram ci aspetta, partiamo in macchina per Pagimana, e devo dire che fare il viaggio al tramonto è un’emozione diversa, i colori cambiano, cambiano le forme, ed anche la vita nei piccoli paesi che s’incontrano durante il tragitto… tutto molto suggestivo ed interessante. Ad un certo punto la mia attenzione è catturata da una scritta presente su un muro dove leggo GATUSO. Chiedo a Ram, il quale mi dice che la vittoria della nazionale ai mondiali di calcio (uno degli idoli era Gattuso, che loro scrivono e pronunciano con una sola t) è stata festeggiata da un sacco di gente che si è riversata per le strade con la bandiera italiana; in più, un gruppo d’italiani in partenza dall’isola è stato acclamato e accompagnato per un lungo tratto di strada… incredibili…
Arriviamo al porto di Pagimana verso le diciannove e quindici, la barca ci sta aspettando per l’ultimo tratto che ci porterà sull’isola. Questo è anche l’ultimo punto dove chi vuole può usare il cellulare poi… fine! Per me non avere squilli di cellulare per quindici giorni è davvero gratificante (sull’isola si telefona tramite satellitare oppure si usa la mail sempre via satellite).
Partiamo . Tutti si sistemano dentro la barca che ha in dotazione due motori da duecento cavalli ciascuno… veloce, io invece rimango fuori, in piedi e qui mi coglie di colpo la prima emozione forte… il cielo . Il cielo sembra disegnato, milioni, miliardi di stelle tutte ammassate a formare la via lattea (dove appunto vi si trovano stelle a… mucchi), sono visibili in tutte le direzioni, non solo verso l’alto, ma anche guardando l’orizzonte.
Che spettacolo! E poi la scia, la scia della barca è luminosa, con dei bagliori più grandi di tanto in tanto, non sembra scivolare sull’acqua, ma sfregare al contatto tra il ferro e il cemento. Ci penso un attimo e finalmente realizzo che si tratta del plancton che viene eccitato dalle eliche dei motori e dalla chiglia della barca, non lo dimenticherò mai!

Finalmente intravedo le luci del villaggio , quelle della Rumah Makan (che fa da sala pranzo e cena più zona accoglienza), del Sunset Bar e, per la prima volta, della nuova SPA, che si trova leggermente defilata sulla destra rispetto al corpo centrale. L’effetto è indubbiamente spettacolare, luci molto soft ma che evidenziano le forme delle strutture. Mi colpisce in particolare vedere dall’acqua i tendaggi bianchi che avvolgono le sale preposte ai messaggi della SPA… sospesa sopra l’acqua a 5 metri d’altezza…
Stiamo per sbarcare, ad accoglierci vengono Simona e Lele (Luca arriverà qualche giorno più tardi) più altri ragazzi indonesiani che oramai conosco bene come Haian, Musli, e Ippin…...è già festa, e per me è un po’ come ritornare a casa! Per prima cosa ci vengono assegnanti i Cottage (a noi il 13) e quando arriviamo sulla soglia con Simona che ci spiega le ultime novità, non posso non rimanere colpito dai nuovi arredi, dalla cura dei particolari e poi dai bagni nuovi che sono stati rifatti completamente e rivestiti con mosaici davvero bellissimi… m i trovo a pensare… ci troviamo in un’isola praticamente fuori dal mondo, selvaggia, con una foresta vergine alle spalle, a quindicimila chilometri dall’Italia, con solo la sabbia e il mare appena fuori del Cottage… e abbiamo a disposizione una qualità così ricercata e originale che ti lascia senza fiato… se l’inizio è questo…
Si va a cena e qui comincia la vera festa! Sì perché a Walea si mangia davvero bene, l’unico rischio è quello di mettere su qualche chilo, pane fatto in casa ogni giorno, così come la pasta (quando viene servita è sempre al dente), il pesce pescato la mattina dai pescatori locali, le crépes, il gelato e i tanti piatti che sono un perfetto mix tra la cucina asiatica e quella italiana. Andiamo a dormire stanchi dal viaggio ma davvero felici: siamo già qui e domattina potremo godere dall’inizio della giornata: si, è valsa la pena fare il diretto!
I primi giorni volano con 2 immersioni al giorno, dove mi riempio gli occhi di un reef che a mio modesto parere ha pochi eguali al mondo. Ricordo in particolare (era la prima volta che la facevo perché di recente scoperta), l’immersione a Lolosi chiamata da Sonny Magic Rock, un tripudio di spugne a canne d’organo alte più di 2 metri, spugne a botte, alcionari di diversi colori, coralli duri del genere acropora, e poi…..una serie di gorgonie da impazzire con attaccati alle estremità tantissimi crinoidi (ricci piumati), sembravano tanti alberi di natale, il tutto circondato da nuvole di pesci che volteggiano intorno, anemoni a palla di diversi colori e una trasparenza dell’acqua incredibile che lasciava penetrare i raggi del sole a formare lance di luce.


 


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