Messico e Guatemala in tre settimane

"NEI NOSTRI SOGNI ESISTE UN ALTRO MONDO" (SUBCOMANDANTE MARCOS)

 


 
la galleria fotografica
by Stefano e Chiara


periodo dal 12 agosto al 03 settembre 2005
km percorsi ... tanti!!!
costo da 2200 euro a testa (compreso voli, assicurazione e tutto il resto)
a cura di... Stefano e Chiara (stefano.pantera@stafer.com)

 

   

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LUNEDI' 15 AGOSTO 2005

Sveglia presto e giù in metropolitana (apre alle 6:00) fino al terminal Norte. Partenza per Oaxaca alle ore 7:30 con linea ADO (540Km, 6h) al costo di 320p. Primo contatto con questi autobus tanto blasonati e il giudizio è ottimo. Addirittura fanno il check-in dei bagagli con tanto di cartellino di riconoscimento e riconsegna da parte del personale. Molto professionali. Il viaggio è tranquillo, si sale in cima a montagne altissime e si possono scorgere vette innevate. Per la cronaca l’aria condizionata oscilla tra i 18°C e i 20°C. Appena arrivati ad Oaxaca ci siamo fatti portare da un taxista all’hotel Antonio’s, scelto a caso sulla guida e molto bello, a due passi dallo zocalo. Piuttosto costoso: 500p una notte senza colazione. Passeggiata per il centro e pranzo sotto i portici della piazza . Nel pomeriggio visita di chiese e del mercato coperto della città, bellissimo, turistico e locale allo stesso tempo, molto colorato e pieno di…. cavallette fritte !
Poco dopo si è rovesciato un’acquazzone violento che, terminato dopo un’oretta, ci ha ricordato di essere nella stagione delle piogge. Durante la serata abbiamo anche assistito ad un’ inaspettato spettacolo pirotecnico davanti al sagrato della cattedrale per la festa dell’assunzione. Anche in questa città, ben sopra ai 1000m, le temperature erano piuttosto fresche e solo con il sole pomeridiano si poteva sfoggiare la maglietta mezzamaniche.


 





MARTEDI' 16 AGOSTO 2005

Dopo aver cercato invano di fare una colazione all’italiana (che pretese!) abbiamo deciso di organizzarci la giornata per conto nostro, evitando le agenzie viaggi. Il nostro obbiettivo era di andare all’albero del Tule e al sito di monte Alban. Nessuna agenzia le “trattava” nella medesima giornata e ad una o all’altra affiancavano altre escursioni per noi “perditempo”. Morale della favola abbiamo chiesto informazioni e siamo andati in taxi fino al terminal bus di 2° classe (è dalla parte opposta di quello ADO); da qui con un mini-bus locale siamo andati al vicino paesino di “El Tule” (1h) per ammirare l’albero più antico del mondo (secondo loro). In effetti è piuttosto mostruoso e bello. Si visita la chiesetta di fianco e non resta altro che fare una passeggiata per il piccolo paesino, pranzo e ritorno ad Oaxaca. Rimaneva di andare al sito e sempre dal terminal di seconda classe si è preso il pullman per il sito Maya di Monte Alban (costo 38p), posto a qualche chilometro sopra la città, in montagna. Il sito, secondo noi, non è niente di eccezionale. Tra l’altro c’è rimasto ben poco e dopo aver visto Teotihuacàn è un po’ deludente. Dopo poco più di un’ora ritorniamo in città col taxi (per il pullman c’era troppo da aspettare). Nuovamente in centro si è passeggiato nelle vie piene di “cioccolaterie” (la città è rinomata per il cacao), le quali emanavano fantastici odori e facevano lavorazioni artigianali direttamente in negozio. Cena nello zocalo e alle 21:00 partenza per Puerto Escondido sempre con pullman ADO (costo 275p).

   

MERCOLEDI' 17 AGOSTO 2005

Dopo 10h di curve e centinaia di km siamo arrivati a Puerto Escondido, alle 7:00 della mattina. Finalmente il Pacifico, finalmente il caldo torrido e umido. Subito un taxi fino all’ostello Mayflower, già prenotato con internet, costo 138p per una doppia con bagno. Appoggiati i bagagli ci siamo subito lanciati a spasso per il paese e devo dire che l’emozione era notevole, dopo anni che sognavo questo luogo finalmente c’ero arrivato. Il desiderio di raggiungere questa meta l’ho maturata, come molti, dopo il film di Salvatores e tutti i ristoranti italiani ne portavano traccia. Fatta la colazione in uno dei pochi bar aperti ci siamo incamminati verso la spiaggia, quella piccola del paese dove i pescatori arrivavano con le loro barche stracolme di pesce . Lentamente abbiamo camminato fino alla spiaggia di Zicatela, sempre lungo il bagno-asciuga, in una pace mattutina proprio rigenerante . Questa è la spiaggia più grande, ampia e lunga, dove le onde sono enormi e l’oceano Pacifico s’infrange con tutta la sua violenza sulla costa. Fare il bagno è impossibile…… e vietato! E come fanno vedere nei film, ecco i surfisti!! Quelli veri, Americani, fustacchioni belli e muscolosi che la mia morosa ha tanto apprezzato. Certo che nella riviera romagnola delle robe del genere non le vedi spesso e prendere il sole con i “tuoni” delle onde è piuttosto eccitante. La spiaggia è piena di bar-ristoranti che mettono a disposizione lettini, ombrelloni e amache. Non pensiate di vedere sdrai di plastica e ombrelloni colorati perché è tutto piuttosto spartano e decadente, di legno e di paglia. Dicono che Puerto abbia perso il suo fascino da quando è stata scoperta dal turismo di massa. …..Mah che massa? Di turisti ce n’erano pochissimi, i ristoranti sempre vuoti e le spiagge pure! Non sono molto d’accordo con queste dicerie, il paese è ancora piuttosto spartano, “scassato” e assolutamente Messicano. Se qualcuno lo paragona a Playa del Carmen…..che Zeus lo strafulmini!! Nel pomeriggio si è rannuvolato e qualche goccia ci hanno fatto godere del relax di stare su un’amaca sotto ad una tettoia. Cena in paese da Claudio, ristorante italiano di pesce che proietta il film di Salvatores tutte le sere. Mitico!!
Dopo cena passeggiata per la via principale, piena di negozietti e bancarelle per turisti.

 





 

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