Viaggio nel Western Australia, Australia Occidentale

"Il VERO viaggio dello scoprire non consiste nel vedere paesaggi nuovi, ma nell'avere nuovi occhi" M. Proust

 
la galleria fotografica
by Danilo


 

periodo 1998
km percorsi 12.000 tra auto e aereo
costo ...
a cura di... Danilo

 

 

   

Uno dei "must" del viaggio verso nord è senza dubbio la famosissima Monkey Mia a "solo" un giorno di viaggio (e circa 800 km) dalla capitale. Per la strada è d'obbligo una sosta al Pinnacle Desert, una delle molteplici stranezze di questo continente. Un deserto di pochi ettari caratterizzato dalla sabbia di color giallo: sembra la farina di granturco che si usa per fare la polenta gialla! Nel mezzo tanti pinnacoli rocciosi sulla cui origine anche i geologi hanno tesi discordanti. Il giallo della sabbia contrasta con la spiaggia di un bianco accecante che si trova a pochi chilometri di distanza e che addirittura si scorge da questo deserto formato tascabile. Chilometri e chilometri di spiaggia deserta o quasi sono cosa normale da queste parti. Una vera "noia" per i locali, che vivono la spiaggia spesso in maniera diversa da come siamo abituati noi: dove è concesso le percorrono con i mezzi più strani, dalle moto ai side-car, dai pick up modificati e trasformati in bar, alle auto con nientemeno che un divano montato sopra!
Tornando al nostro deserto, con un po' di fortuna nei dintorni del Pinnacle desert si può avvistare la Blue Tongue Lizard (Tiliqua occipitalis), un lucertolone dalla stranissima lingua blu. Se si infila tra i cespugli astenetevi tuttavia dall'inseguirla, questa lucertola ha lo stesso habitat di un paio di pericolose serpi. A proposito di deserti, una delle creature più strane Australiane (titolo conteso da non pochi animali!) sono senza dubbio le formiche del miele: questo minuscolo animale si è adattato alla difficilissima vita nel deserto in maniera piuttosto singolare: in presenza d'acqua ne assumono una tale quantità da gonfiare la parte finale del loro corpo come una vero e proprio pallone. Impressionante. Gli aborigeni ne sono ghiottissimi perché si sfamano e dissetano allo stesso tempo. Contenti loro... Hanno una tecnico pressoché unica per scovarle, le "sentono" appoggiando le mani al suolo.



Ancora pochi chilometri e si arriva finalmente a Monkey Mia che, pur essendo una località famosa, è ben lontana dai nostri standard di affollamento. La prima volta che ci sono stato, nel lontano 1989, eravamo quattro gatti e i delfini si potevano toccare senza nessun problema.
Ora, dato il costante aumento di visitatori, i rangers pongono delle limitazioni, ma l'esperienza è comunque notevole. Vedere dei delfini totalmente liberi venire fino a pochi passi da voi è sempre emozionante. Il loro numero può variare, di solito sono 7 o 8, e sono tutti chiamati per nome dai rangers. Ultimamente sono venuti alla ribalta altri siti in cui i delfini sono stati abituati dai locali a venire a riva, grazie a delle strategiche offerte di pesce fresco, quindi basta solo cercarli.... In ogni caso a Monkey Mia non si va solo per i delfini. Alcuni catamarani da contattare in loco organizzano delle uscite alla ricerca del Dugongo ( Dugong dugon: uno schivo mammifero marino che alimentò il mito delle sirene, ormai in via d'estinzione); a qualche chilometro di distanza potete ammirare la straordinaria Shell Beach, (ricordate? Gli Australiani sono pratici e descrittivi!) una spiaggia formata solo da piccole conchigliette bianche: niente sabbia, niente roccia, ma solo metri e metri di conchiglie bianche grandi quanto un'unghia!
 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

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