Domenica 06/08/06 – 4° giorno
Ogni prima domenica del mese gran parte dei musei parigini sono gratuiti. Se volete prendere l’occasione e andare a visitarli in questo giorno, dovete però mettere in conto che non sarete di certo gli unici ad avere avuto questa idea! Noi avevamo programmato di visitare il Museo d’Orsay però una volta vista la coda che aspettava di entrare, abbiamo deciso di posticipare in un altro giorno la visita. Ci siamo perciò diretti verso il Museo Rodin (aperto da martedì a domenica dalle 9.30 alle 17.45). Siamo arrivati qualche secondo prima dell’apertura e non c’era nemmeno tanta coda. Il museo è davvero carino: un grande giardino ospita numerose statue in bronzo, tra cui “il Pensatore” e “la Porta dell’Inferno”; all’interno del palazzo in mezzo al parco, l’Hotel Biron, sono conservate le altre sculture tra le quali spicca il famosissimo “Bacio”. Nel sito www.musee-rodin.fr si trovano, oltre a numerose informazioni utili, anche le mappe in pdf. Dopo aver mangiato un panino, ci siamo diretti verso il Louvre. Anche qui la coda era lunghissima. Noi però siamo entrati da una delle due entrate situate ai lati dell’arco del Carrousel. Queste entrate sono riportate anche nel sito ufficiale del museo, però poca gente decide di entrare da qui e si ostina a fare la coda per entrare dalla parte della Piramide. Scese le scale ci si ritrova nei corridoi sotterranei del museo fino a sbucare davanti alla piramide rovesciata che molti conosceranno avendo letto o visto “Il Codice da Vinci”. Dopo cinque minuti, mappa alla mano, eravamo già davanti a quadri e statue. Come dicono tutti, è impossibile visitare completamente il Louvre in un giorno solo. Per cui, a meno che non vogliate vedere tutte le opere, decidete prima di iniziare la visita le zone che volete vedere. Nella guida gratuita distribuita al banco informazioni, sono riportate tutte le opere di maggiore importanza. Le foto in alcune sale sono proibite, i guardiani sembrano molto severi verso chi trasgredisce! Oggi la folla davanti alla “Gioconda” è proprio molta, per cui ci siamo passati davanti velocemente avendola già vista venerdì. Terminata la visita ci siamo diretti verso il Museo de l’Orangerie (www.musee-orangerie.fr), anch’esso gratuito in questo giorno. Sinceramente, dopo un’ora di coda, ci aspettavamo di trovare qualcosa di meglio. Per carità, sono esposte “le Ninfee” di Manet, però ad esclusione di queste, nient’altro di rilevante. Così abbiamo proseguito verso la Torre Eiffel ritrovandocela davanti in tutta la sua maestà. Ma si può arrivarle davanti e non salirci su? No di certo! Così ci siamo avvicinati alla cassa per comprare i biglietti: ci sono 3 casse, due per salire in ascensore e una per salire a piedi. Vista la coda che c’era per gli ascensori e visti i prezzi, abbiamo optato per gli scalini! Con 3 euro a testa (tariffa ridotta per i minori di 25 anni) siamo arrivati fino al secondo piano. Per tutti gli altri prezzi e altre informazioni, visitate www.toureiffel.fr. Dopo 328 scalini a 57.63 metri di altezza si arriva al primo piano. La salita non è molto faticosa, le scale sono belle dritte e non molto ripide. Al primo piano c’è qualche negozietto, un ristorante e l’ufficio delle poste. Se portate qui le vostre cartoline, le spediranno apponendoci il timbro speciale raffigurante la Tour Eiffel. Il panorama è già mozzafiato, però salendo fino al 668esimo gradino si tocca quota 115.75 metri giungendo al secondo piano. Da qui il panorama è molto più suggestivo. Anche qui si trovano altri negozi di souvenir, un altro ristorante e le biglietterie se volete salire fino alla cima della Torre (solo in ascensore). Noi abbiamo deciso che era meglio scendere e andare a riempire la pancia all’ombra del grande mostro in acciaio. Dopo esserci riposati seduti sui Jardin du Champ de Mars, abbiamo deciso di prendere la metro e tornare in hotel a riposare le stanche membra.
Lunedì 07/08/06 – 5° giorno
Ieri al Museo de l’Orangerie abbiamo comprato la Paris Museum Pass e iniziamo a sfruttarla a partire da oggi. Con questo pass, disponibile per 2, 4 o 6 giorni consecutivi, è possibile visitare gratuitamente circa una sessantina di musei parigini, quasi sempre evitando le code perchè dove possibile si accede attraverso un ingresso privilegiato. Tutte le informazioni su www.parismuseumpass.fr. Il Pass per 2 giorni costa 30€, 45€ quello da 4 e 60€ quello da 6. Si può acquistare in qualsiasi giorno in tutti i musei convenzionati; poi basta scrivere a penna nome, cognome e data di inizio della validità. Noi abbiamo cercato di raggruppare tutti i musei in cui potevamo utilizzare la Museum Pass, per cui ci è bastata la tessera per 2 giorni. Abbiamo quindi iniziato con la Cattedrale di Notre-Dame (www.cathedraledeparis.com). L’entrata alla cattedrale è gratuita. Si deve poi uscire e portarsi vicino alla torre nord se volete salire a vedere i famosi gargouille. La fila di attesa è stata più lunga di un’ora dato che salgono 20 persone ogni 10 minuti per motivi di sicurezza. Sempre per lo stesso motivo non è possibile un accesso privilegiato per i possessori del Paris Museum Pass. Comunque con il Pass si evita di pagare l’accesso alle Torri che costa circa 6€. Le scale per salire questa volta sono a chiocciola, più o meno 300 gradini e si arriva col fiatone alla galleria delle chimere, posta a 46 metri dal suolo, che deve il suo nome alle statue che ornano gli angoli della balaustra. Qui si vede la strige, la creatura con le ali riportata in molte cartoline che con il suo atteggiamento pensoso sembra non stancarsi di contemplare il panorama della capitale. Passati attraverso questo corridoio a cielo aperto, si arriva alla torre sud in cui si può vedere la più grande campana della cattedrale, un colosso di 13 tonnellate a cui vanno aggiunti i 500 chili del battaglio! Ridiscesi siamo andati a pranzare nel giardino che si trova sulla punta dell’isola, vicino al Pont Neuf. Oggi pasta fredda e insalatona comprate in uno dei rari supermarket! Finito di mangiare ci siamo diretti verso la Sainte Chapelle (www.discoverfrance.net/France/Cathedrals/Paris/Sainte-Chapelle.shtml), una chiesa costruita su due piani: la cappella bassa, riservata alla servitù, le cui volte affrescate come un cielo stellato poggiano su sottili colonne con capitelli a uncino e la cappella alta in cui l’architettura gotica si rivela in tutto il suo splendore: le alte volte galleggiano al di sopra delle vetrate decorate che avvolgono tutte le pareti. L’ingresso a questa chiesa è a pagamento (3.50€), gratuito per i possessori del Pass. Abbiamo poi fatto una passeggiata per Ile Saint Louis, la seconda isola circondata dalla Senna. Qui sembra di essere stati trasportati in un altro mondo: velocità e frenesia sono sostituiti da calma e silenzio, le grandi strade affollate della metropoli lasciano il posto a stretti viali attraversati solo da pedoni e biciclette. Forse è l’ultimo posto di Parigi a non essere stato trasformato dal cosmopolitismo. Attraversiamo il Pont de Sully e ci ritroviamo nuovamente nella Parigi moderna! Il nostro prossimo obiettivo è il Museo Picasso. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00, chiuso il martedì. Il biglietto costa 6.50€, 4.50€ per i minori di 25 anni, gratuito per i possessori della Museum Pass. Per tutte le informazioni www.musee-picasso.fr. Il museo, interamente dedicato a Pablo Picasso, accoglie 251 dipinti e 160 sculture, oltre a ceramiche e numerosi disegni. Siamo sicuri che gli amanti di questo artista troveranno tale museo molto interessante. L’ultima tappa della giornata è il Centro Nazionale d’Arte e Cultura Georges Pompidou (www.centrepompidou.fr). L’edificio non passa di certo inosservato: è stato progettato dagli architetti Renzo Piano e Richard Rogers che hanno deciso di portare tutti gli elementi portanti, le scale, le canalizzazioni dell’aria, dell’acqua e dell’elettricità all’esterno, in modo da riservare il maggior spazio possibile per le esposizioni all’interno. Questo fa sembrare il Centro Pompidou una strana scatola tutta colorata. Anche in questo museo si entra gratuitamente con il Pass (altrimenti 10€ intero, 8€ il ridotto). Il museo ospita la più importante collezione d’arte moderna e contemporanea d’Europa, dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri. Sinceramente è stato il museo che ci è piaciuto di meno. Questa sera si cena al Pizza Hut, una catena di pizzerie che avevamo già provato l’anno scorso a Londra. Non male la pizza, anche se non ha nulla a che fare con la pizza con cui siamo abituati!