Le nostre giornate ora si dividono
fra una gita alla scoperta degli angoli più nascosti e
una rilassatissima sauna in uno degli oltre cinquanta stabilimenti
termali che allietano da almeno duemila anni la gente di queste
parti. Con soli otto euro si può trascorrere una giornata
intera al lussuoso bagno termale del Gellért
,
famoso per le statue e le ceramiche che lo rendono unico. Un altro
impianto termale che non si può fare a meno di visitare
è il bagno Széchenyi
,
il più grande di tutti ma decisamente meno fastoso del
precedente. Cosa chiedere di più ad una vacanza? Relax,
cultura, svago e tanta gente che si diverte a tutte le ore. Una
sera siamo addirittura capitati nel bel mezzo della Budapest Parade,
una specie di rave che parte dalla Andrassy út e arriva
fino alla bellissima piazza degli eroi (Hósök
tere
)
dove circa duecentomila giovani scatenati ballavano e sballavano
in strada fino a notte fonda. Niente a che vedere con la mitica
Loveparade di Berlino ma in ogni caso un bel casino! Col passare
del tempo ci rendiamo sempre più conto che la città
rivela tutti i giorni qualche piccolo segreto. La religione per
esempio ha giocato un ruolo importante nell’evoluzione di
Budapest. Qui nel 1541 morì Gul Baba e ancora oggi la sua
tomba è meta di pellegrinaggio di molti fedeli dell’islam.
Numerose sono le chiese dedicate al culto del cattolicesimo: nei
pressi della piazza di Santo Stefano (Szt. István
tér ) si può ammirare l’omonima basilica
(Szt. István bazilika
).
Merita di essere menzionata anche la sinagoga (Zsinagóga
);
costruita a metà del diciannovesimo secolo è la
più grande di tutta l’Europa.
Ma cosa fanno i budapestini per divertirsi la sera? L’aperitivo
va sicuramente consumato in un caffè della Váci
út dove si possono trovare anche diversi ristoranti, pub
e night club. I centri commerciali sono una valida alternativa,
ubicati lontani dal luccichio delle vie del centro, sono dotati
di molti divertimenti. La mattina, forse per il tremendo caldo,
è il momento migliore per salire con la funicolare a visitare
il bastione dei pescatori (Halászbástya)
da dove si gode un ottimo panorama di Pest o per passeggiare nell’immenso parco Margit Sziget regalato alla città
dalla Regina Margherita e ricavato dall’unione di tre isolotti
in mezzo al Danubio. Dopo tutto questo girovagare ci restano un
paio di giorni per dedicarci agli acquisti e alle valigie. Vivamente
consigliata è l’esportazione del Tokaji (un passito che non ha nulla da invidiare al nostro di Pantelleria),
delle sigarette oltre che di tutte le merci di scarso valore economico.
Prima di metterci sulla via di casa rendiamo omaggio al Ferencváros
per aver battuto la Juventus nella finale di coppa UEFA del 1964/65
e poi partiamo con la promessa che un giorno ci ritorneremo.